Non dimenticate i 30 disoccupati della Polioli. La Lega Nord richiama l’attenzione della politica su coloro che non saranno assunti dalla nuova gestione e rilancia la campagna di raccolta fondi per le famiglie dei disoccupati.

Non dimenticate i 30 disoccupati di Polioli

Non si dimentichino i 30 disoccupati di Polioli che non verranno riassunti dalla nuova gestione. L’appello ai politici che hanno voglia di mettersi medaglie al collo per l’avvenuto passaggio di consegne alla guida dell’azienda chimica di via Ara, arriva dalla Lega Nord in una lettera a firma di Alessandro Stecco e Giancarlo Locarni, capogruppo in consiglio comunale e segretario cittadino.

Stiamo vedendo un film gia’ visto nel 2014 quando la crisi della Polioli aveva portato a una riduzione
drastica degli occupati con un licenziamento di massa, firmato peraltro da una sola sigla sindacale, per
proseguire l’attività fino a quando non è intervenuta l’azienda svedese Perstorp che dopo meno di un
anno ha voluto chiudere l’attività creando questa nuova crisi occupazionale.
E’ notizia recente che un’iniziativa industriale facente capo alla proprietà precedente della Polioli, si
appresterebbe a ripartire riassumendo inizialmente 30 e poi fino a un totale di 45 dei dipendenti attuali.
Ci saranno quindi fino a una trentina di lavoratori che verrebbero defintiivamente mandati a casa.
Riteniamo che la soluzione intrapresa sebbene salvaguardi poco piu’ della’ metà dei lavoratori, lasci
l’amaro in bocca se ricolleghiamo quanto avviene nello scenario di medio periodo. Dal 2014 a oggi,
compresi i nuovi licenziati, si sono persi nella sola azienda Polioli, da 117 dipendenti, prima 42
dipendenti, e ora se non cambiano le cose, un’altra trentina.
La prima considerazione è che questi numeri su una città di piccole dimensioni come Vercelli sono
enormi. La seconda considerazione è che il trend di decremento occupazionale nel ramo della
produzione industriale deve fare riflettere chi occupa posizioni istituzionali, che non si puo’ abbassare la
guardia come è successo nel 2014, e tantomeno non puo’ accadere oggi.
Assume maggior rilievo in questo contesto occupazionale, il fatto che la Città di Vercelli grazie a una
proposta portata in Aula Consiliare e approvata con i soli voti dei proponenti, Lega, M5S, Vercelli
Amica e Forza Italia, inizi a considerare il cittadino vittima di licenziamento una categoria fragile e a
rischio da tutelare attraverso economicità in beni e servizi utilizzando gli sportelli dei Servizi Sociali e
grazie a un capitolo di bilancio che andra’ organizzato stabilendo le voci di spesa e approntando un
regolamento.
Questo permetterà a privati, enti, associazioni, e allo stesso Comune qualora prevalga in questa
Amministrazione questo nostro intendimento, di essere vicini davvero, in modo concreto e
continuativo, e non solo con fiaccolate mai fatte e interventi a spot, alle famiglie che potrebbero
versare in condizioni di disagio dopo il licenziamento.
Come Lega, siamo attivi sul tema a Roma con l’ On. Tiramani e non escludiamo sviluppi interessanti,
metteremo il LAVORO tra gli argomenti centro del dibattito negli interventi che vedranno importanti
ospiti politici alla Festa della Lega che si terrà a Vercelli il 22 e 23 Settembre presso la Bocciofila ASD
Porta Torino di via Montebianco 17, che vedra’ espressa in tutte le forme possibili la nostra solidarietà a
chi oggi per scelte industriali molto criticabili e in un contesto in cui la politica vercellese si è dimostrata
molto debole su questo fronte, si troverà senza lavoro.
Auspichiamo che non ci si fermi qui, ma che si prosegua nella ricerca di ulteriori soluzioni industriali sia
per i 30 lavoratori che a regime rimarranno a casa che per incrementare l’occupazione invertendo il
trend negativo.