Morti sul lavoro: i numeri della provincia di Vercelli nello studio Ilo.

Morti sul lavoro: le statistiche

Ieri, domenica 28 aprile 2019, ricorreva la «Giornata mondiale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro», promossa dall’International Labour Organization (Ilo). In occasione di questa Giornata è stata resa nota l’indagine dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro che ha analizzato gli open data Inail su infortuni sul lavoro e malattie professionali. Nel biennio 2017-2018 il record di infortuni mortali è stato nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille) e, a seguire: Isernia (5,9‰) e Campobasso (4,7‰). La provincia dei Vercelli si situa nella parte alta della classifica, 28esima, con 2,16 morti per mille. Nel solo 2018, invece, è la provincia di Gorizia col più alto tasso di malattie professionali tumorali (22,5%), seguita al 2° e al 3° posto dalle province di Torino (18,5%), Novara e Milano (18,4%). Il Nord Ovest, come si vede dalla cartina, è una delle aree più sensibili per l’incidenza dei tumori da esposizioni durante l’attività lavorativa e Vercelli, nonostante compaia come un’isola rosa nel rosso scuro, si colloca comunque al posto numero 31 con un indice del 6,9%.

I tumori

A causare patologie cancerogene sono soprattutto le fibre di amianto (oltre il 70% dei casi), in particolare nell’industria metalmeccanica. La maglia nera spetta a Taranto ben 164 casi registrati nel 2018, ma nel 2014 furono ben 218, seguita da Torino (152), Napoli (106), Milano, Genova e Venezia. Nel tarantino il 70% dei tumori denunciati è correlato al settore metalmeccanico: quota che supera l’80% nelle province di Genova (83%), Venezia (87%), Brescia (85%) e Gorizia (93%). Nel 2018 circa 641mila lavoratori hanno avuto un incidente sul lavoro: 84,6% durante l’attività lavorativa, il 15,4% è avvenuto durante il tragitto casa-lavoro. Un aumento dello 0,9% rispetto al 2017. Ma l’aumento più significativo è quello che riguarda gli incidenti con esito mortale (+10,1%), soprattutto quando si utilizzano mezzi di trasporto per lavorare. I decessi registrati dall’INAIL nel 2018 sono 1.133 (786 in occasione di lavoro), per cui ogni 1.000 eventi di infortunio, 1,8 hanno comportato la morte del lavoratore. Il rischio di morte coinvolge soprattutto gli uomini (2 morti ogni 1000 incidenti rispetto allo 0,3% delle donne) e i lavoratori over 54 (3,5‰); con una percentuale in crescita per quanto riguarda cittadini di origine straniera (+6,7%) e giovani (+5%).

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Infortuni

Se si osservano i settori produttivi nel biennio 2017-2018 l’incidenza di infortuni mortali è massima in agricoltura (3,5‰), mentre il settore delle costruzioni (3.4‰), l’industria mineraria (3,3‰) e il settore dei trasporti e magazzinaggio (3,3‰) fanno registrare un rischio di morte più che doppio rispetto alla media generale (1,4‰). Riguardo le malattie che si possono contrarre sui posti di lavoro la maggior parte (61,5%) sono al sistema osteo-muscolare e tessuti connettivi molto dietro (11,2%) le malattie del sistema nervoso. I tumori sono al sesto posto (4,1%). Riguardo le cause alla base delle patologie la principale è il lavoro ripetitivo 33%, la causa in cui la disparità fra uomo e donna è più evidente, infatti ben il 54% delle femmine vi è esposta, trend inverso per la seconda voce, legata alle vibrazioni che riguarda per il 22% dei casi gli uomini e solo per il 3% le donne. Negli ultimi anni c’è stata una lieve diminuzione del totale degli infortuni, ma si continua ancora a morire troppo di lavoro, per incidenti o effetti cumulativi, rimane molto da fare nella formazione e nella prevenzione.