Hackeraggio Facebook: profili in vendita a 3 euro. Anche Google+ è stato preso di mira e sul deep-web ci sono pure “servizi” per sottrarre i dati di uno specifico utente.

Hackeraggio Facebook: profili in vendita a 3 euro

Il deep-web o dark-web è il lato oscuro della rete. Un Internet parallelo che si regge su server e browser in grado di mantenere l’anonimato e dunque consente di costruire siti in cui, ad esempio, ci si offre per omicidi, si vendono armi, si falsificano documenti. Va detto che lo stesso ambito viene usato per diffondere notizie di violazioni di diritti umani o sostenere cause di libertà senza rischiare il carcere o l’eliminazione.

Un affare da 150 a 600 milioni di dollari

Ebbene, in questa “rete parallela” sono già in vendita a partire da 3 euro l’uno (ma in bitcoin) i 50 milioni di profili che pare, ma potrebbero essere di più, siano stati recentemente hackerati a Facebook. Anche a chi scrive e a molti altri vercellesi è capitato di essere “buttati fuori” dal social come misura di sicurezza che è scattata per 90 milioni di profili in tutto il mondo. Per cui con solo 3 euro (ma la richiesta può salire fino a 12) si possono ottenere dati sensibili degli utenti. Si calcola che l’affare per gli hacker valga da 150 a 600 milioni di dollari.

Nel dark web hackeraggi fai da te

Per capirne di più abbiamo dato un’occhiata al deep-web con uno dei browser adatti alla bisogna.

Effettivamente qualcosa abbiamo trovato. Alle nostre ricerche non sono apparsi però legami a profili italiani, ma orientarsi in quelle acque profonde è molto complicato e non è detto che i vostri dati siano davvero al sicuro…

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Anche perché “surfando” fra varie “risorse” abbiamo anche trovato siti che, a quanto dichiarano, sono in grado di hackerare Facebook, ma anche altri social, on demand. Basta inserire l’ìndirizzo di un utente per vederne il profilo e, parrebbe, anche entrare per fare danni.

Sconsigliamo caldamente di cercare questi siti e di provare a usarli, probabilmente finireste per lasciare i vostri di dati…

Uno dei sedicenti servizi che permetterebbero a chiunque di hackerare profili social.

Google rivela solo ora un attacco di marzo

Comunque l’hackeraggio è lo sport del momento, come ha ribattuto lo “Sportello dei diritti”, infatti, si è saputo solo ora che a marzo c’è stato un massiccio attacco hacker a Google. Lo ha rivelato la stessa società lunedì 8 ottobre.

Un gruppo di hacker a tentato di forzare, l’accesso a Google+. Un attacco scoperto e bloccato “immediatamente”. Dopo però aver esposto i dati personali di mezzo milione di account.

Seguendo questo difetto e trovato una grande inattività degli utenti, il gigante di Internet ha deciso di chiudere il suo social network ai profili che vengono generati automaticamente ogni volta che si crea un indirizzo Gmail.

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