Puntuale torna un evento che anche l’Università Popolare di Vercelli si appresta a celebrare il 20 marzo di ogni anno.

Giornata Mondiale della Felicità

Giornata Mondiale della Felicità. Una simile ricorrenza non può escludere un’interrogazione sul vero senso della felicità. Puntuale torna la giornata mondiale della Felicità, un evento che anche l’Università Popolare di Vercelli si appresta a celebrare il 20 marzo di ogni anno. E’ sottinteso che una simile ricorrenza non possa escludere un’interrogazione sul vero senso della felicità. Si tratta sicuramente di un concetto soggettivo che l’Accademia del Sapere di via Attone Vescovo ha cercato di interpretare fondendo fragranza e poesia. Ad ispirare la Professoressa Bernascone Cappi, regista dell’evento, è la frase di Coco Chanel “La felicità non è altro che il profumo del nostro animo” per una giornata felice e profumata insieme. Esordisce l’Accademica: Il programma della giornata prevede l’intervento del dott Alessandro Alberati sulle suggestioni che provengono dall’olfatto e dal suo naso. Alla Professoressa Cappi spetterà ripercorre le radici storiche del profumo. Le parole della scienza e della storia saranno completate da un reading poetico a cura di Laura Berardi. Infine si passerà dalla teoria alla pratica con un percorso olfattivo curato da Monica Belotti. Completerà la giornata l’aperitivo della felicità.

Appuntamento in Biblioteca

L’appuntamento è mercoledì 20 marzo alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale Ragazzi di via Galileo Ferraris 95 a Vercelli . La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti, ma per problemi organizzativi e di capienza della sala è consigliabile la prenotazione presso la Segreteria dell’Università Popolare di Vercelli –Via Attone Vescovo n.4- Tel.0161.56285 e-mail: universitapopolare.vc@gmail.com

I consigli per essere felici

Per essere felici gli esperti consigliano almeno 30 minuti al giorno per se’. Lo dicono psicologi e mental coach, oltre a confermarlo studi scientifici internazionali. Sulla scia del “Reward and Indulge”, lo stile di vita che prevede l’autogratificazione come chiave del successo, è sufficiente ritagliarsi un momento da dedicare a se stessi per raggiungere felicità e pace interiore.

Che cos’è la felicità?

Che cos’è la felicità? Per Thomas Jefferson, nella celebre Dichiarazione d’Indipendenza, era un diritto inalienabile; Democrito, invece, la definiva come eutimia, cioè tranquillità dell’animo; mentre, più generalmente, può essere concepita come uno stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri. Essa, però, è anche ciò che deriva dal “Reward and Indulge”, il nuovo stile di vita che prevede l’autogratificazione come chiave del successo. E quale migliore occasione, se non la Giornata Internazionale della Felicità, per prendersi cura di se stessi per raggiungere la felicità? Il 43% degli italiani, infatti, ritiene sia fondamentale ritagliarsi un momento di relax, ma il problema è che il 52% non riesce a farlo a causa dei troppi impegni. La soluzione arriva dagli esperti che sostengono che basta dedicare anche solo 30 minuti al giorno per se stessi per raggiungere la giusta serenità d’animo.

Avere cura di se stessi

E’ quanto emerge da uno studio dell’Osservatorio Grimbergen, una delle più antiche birre d’abbazia belghe, condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis), attraverso un monitoraggio sui circa 1800 italiani – uomini e donne di età compresa fra i 20 e i 60 anni – e su oltre 150 fonti fra testate, magazine, portali, blog e community lifestyle internazionali. Da studiosi internazionali a personaggi dello star system, passando per dei libri: sono tanti i casi portati a testimonianza del fatto che sia importante avere cura di se stessi per raggiungere uno stato di benessere che permetta di essere felici ed in “pace col mondo”.

Il mito della Fenice

Il valore della rinascita risale ai tempi antichi ed è collegato al mito della Fenice. Per i Greci questo leggendario animale era una sorta di aquila reale con un piumaggio dai colori splendidi come l’oro, l’azzurro, il rosso e il porpora. Lunghe piume scivolavano dal capo e la coda era formata da tre lunghe piume, una rosa, una rossa e una azzurra. Sulla sua reale esistenza ci sono tanti interrogativi e molti studiosi l’hanno considerata nel tempo soltanto il frutto delle narrazioni leggendarie degli antichi. Ma tutti l’hanno simbolicamente associata al valore della rinascita, dal momento che la leggenda l’ha sempre vista rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte.
La storia di questo animale leggendario è strettamente legata a quella dell’Abbazia di Grimbergen, rinata dalla cenere per ben tre volte dopo essere stata distrutta da un incendio nel 1142, in seguito nel 1566 e di nuovo nel 1798. Per questo motivo, i monaci di Grimbergen scelsero proprio come loro emblema la fenice.

Che cosa occorre per essere felici?

Che cosa occorre per essere felici? Questa è forse una delle domande più difficili che l’uomo si è posto durante tutta la sua esistenza. Una risposta, però, ha provato a darla il Dalai Lama nel suo libro “L’arte della felicità”. Il segreto, infatti, è combattere stati mentali negativi (come la rabbia e l’odio) coltivando quelli positivi (gentilezza e generosità, per esempio). L’arte della felicità, quindi, è la conquista e l’esercizio di una pratica quotidiana difficile, ma possibile: prendersi cura del proprio corpo e conoscere se stessi, capire le ragioni degli altri e guardare le cose sotto un’altra lente. Andrew Smart, invece, studioso della New York University, ha scritto un libro dal titolo “In Pausa”, in cui ha affermato che se la nostra psiche è straordinariamente sviluppata per sostenere carichi intensi di lavoro, il cervello per poter funzionare normalmente ha bisogno di momenti d’inattività̀, anche molto frequenti. A breve termine l’iperattività̀ disturba la creatività̀, la consapevolezza di sé ed il benessere emotivo.

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Non esiste ricetta, a ognuno la sua

“Non c’è una ‘ricetta’ specifica per raggiungere la felicità – dichiara Francesca Zampone, founder dell’Accademia della Felicità, società di coaching e formazione che fornisce alle persone gli strumenti pratici per realizzarsi nella vita – ma ci sono dei possibili passi. Quelli più importanti, secondo me, sono: essere grati per ciò che si ha, avere sempre nuovi obiettivi ed apprezzare chi e ciò che ci circonda, ambito nel quale rientra il ‘tema’ del benessere, della cura del proprio corpo e del dedicare tempo agli affetti. Cosa fare per essere più felici oggi? Come prima cosa spegnere il cellulare, fare delle passeggiate all’aperto e tenere un diario personale delle proprie giornate ed emozioni. Anche uscire con gli amici, per un cinema o una semplice birra, può aiutare molto dato che il relazionarsi prevede il connettersi in modo profondo con le persone care, come amici e famigliari. Il tempo consigliato da noi coach, va dalla mezz’ora alle due ore al giorno. Suggerimenti su come adottare un approccio positivo alla vita? Innanzitutto ‘vedere il mondo con gli occhiali rosa’ e, quindi, tenere un atteggiamento positivo nei confronti della vita: se si pensa in maniera positiva, infatti, le cose positive accadono. Oltre a ciò fare attività fisica, passare del tempo da soli e con gli amici ed imparare sempre cose nuove, stimolandosi continuamente, come per esempio il cucinare un nuovo piatto o imparare una lingua che non si conosce”. Anche diverse celebrities hanno saputo trovare una propria “ricetta” per essere felici, come Richard Branson, fondatore di Virgin Group che, nel corso di un’intervista a CNBC ha affermato che staccare dalla vita quotidiana e dedicare qualche ora al tennis lo abbia aiutato a sviluppare idee più innovative e di successo. David Letterman, travolgente anchorman ideatore dell’omonimo show, ha dichiarato di essersi ritirato dopo 6.028 puntate del suo format e di non aver mai più voluto guardare una puntata del suo successore Stephen Colbert. I motivi non sono riconducibili tanto all’avanzare dell’età quanto al bisogno di dedicare più tempo a sé stesso e al jogging.

Il decaologo per raggiungere la felicità

1) Scegliere di essere felice. La felicità non si raggiunge con nessun mezzo, ma dipende esclusivamente dall’essere umano. Una persona, infatti, decide di essere felice;
2) Pensare positivo. Perché è la “chiave” che apre molte “porte” della vita, come per esempio quella della felicità, del successo e del benessere;
3) Staccarsi dal virtuale. Ridurre al minimo l’utilizzo della tecnologia, per poter tornare ad “assaporare” le sensazioni vere, di una volta;
4) Circondarsi di Bene. Quando le persone si sentono un po’ giù di morale, quando non tutto gira per il verso giusto, ma anche per trascorrere un momento in compagnia: rifugiarsi da coloro a cui si vuole bene è l’unica soluzione possibile;
5) Have a break. Contro il “tran tran” della vita quotidiana, per “sopravvivere” alla molteplicità degli impegni giornalieri, saper trovare cinque minuti per un caffè, una birra o di solo rilassamento è fondamentale;
6) Ascoltare il proprio “io” interiore. Va bene agire per rispondere agli stimoli esterni, ma è anche importante, per raggiungere uno stato di benessere, non ignorare quelli che arrivano dall’interno;
7) Saper dare le giuste priorità alle cose. Bisogna essere in grado di sapere gestire il proprio tempo e dare il giusto peso alle attività che si svolgono durante la giornata;
8) Non dire sempre “sì”. Dimostrarsi sempre disponibili è una cosa ben vista, ma che, alcune volte, può “danneggiare” l’individuo, che dovrebbe imparare, qualche volta, a dire “no” per il proprio tornaconto;
9) No alla routine. Non svolgere tutte le attività quotidiane sempre allo stesso modo, cercando di non dipendere troppo dalle abitudini;
10) Fare ciò che si ama. Per raggiungere la felicità bisogna mettere in pratica tutte quelle attività che rendono l’uomo felice.

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