Giornata del cane in ufficio. Venerdì 21 giugno, un’iniziativa che in alcune parti del mondo è seguita.

Giornata del cane in ufficio

Tra le tante “Giornate Internazionali” c’è anche quella del cane in ufficio… Non è uno scherzo, venerdì 21 giugno in tutto il mondo si invitano i lavoratori a portarsi in ufficio il loro pet.

Ci sono infatti studi che avrebbero stabilito che lavorare con il proprio pet migliora il clima tra i colleghi, riduce stress e tensioni e aumenta la produttività.

Portare il proprio cane in ufficio, se i colleghi sono d’accordo, è possibile anche in Italia, seguendo però ovviamente delle regole e accortezze. Ebbene, sull’argomento riproponiamo quanto diffuso da Michael Dones – Found s.r.l.

Fido aiuta a vincere lo stress

È ormai confermato da molti studi internazionali che lavorare con Fido sia un efficace antidoto contro stress, nervosismo e tensioni. Da diversi sondaggi è emerso, inoltre, che i lavoratori sono entusiasti di avere questa possibilità e ritengono che questa possa migliorare anche la performance lavorativa, rendendo l’atmosfera in ufficio più rilassata e allegra.

Negli Stati Uniti la possibilità di portare gli animali a lavoro è diffusa da tempo: per un’azienda su cinque è prassi consolidata quella di consentire la presenza dei cani in ufficio. Lo fanno i grandi big del tech come Google e Amazon ma anche aziende di minori dimensioni. In Italia secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2019 ci sono 7 milioni di cani. Secondo il sondaggio “Insieme è meglio…anche in ufficio” condotto da Petpassion.tv di Purina, il 34,5% degli intervistati ha dichiarato di andare al lavoro con il proprio amico a quattro zampe e di questi il 26% lo fa spesso, con la metà di loro che ammette di lavorare meglio e con maggiore serenità sapendo che il proprio pet non rimane a casa da solo.

Ma quali sono i giusti accorgimenti per portare il cane in ufficio? A fare chiarezza sul tema è Marco Maggi, coordinatore dei servizi sanitari di Ca’ Zampa, il primo gruppo di centri che offrono servizi veterinari e, in strutture adiacenti, tutti i servizi complementari per il benessere a tuttotondo degli animali da compagnia: dalla toelettatura, all’educazione, dall’asilo alla parafarmacia.

Le sei regole principali

  1. SEGUI LA LEGGE. Secondo l’Ordinanza Martini del 13 luglio 2016 si stabilisce che nelle aree comuni il proprietario deve sempre avere una museruola a disposizione e un guinzaglio non più lungo di un metro e mezzo.
  2. CANE SANO E VACCINATO. Una regola che vale sempre, in primis per il benessere del proprio cane, e a maggior ragione quando lo si introduce all’interno di luoghi pubblici: è fondamentale che il proprio cane sia in regola con i trattamenti antiparassitari e le vaccinazioni.
  3. IL GALATEO IN UFFICIO. Il cane non deve abbaiare e agitarsi o creare disturbo ai colleghi. È importante che sia rispettoso e socievole con le altre persone.
  4. “FIDO” SEMPRE ORDINATO E PULITO. Prima di portare il proprio cane sul luogo di lavoro è buon senso assicurarsi che esso sia pulito e spazzolato. Bisogna invece evitare di portarlo con sé nel periodo di muta o di calore.
  5. LA PAUSA CAFFE’. E’ importante dedicare ogni momento di pausa ad una lunga passeggiata in compagnia del proprio cane.
  6. RICREARE UN AMBIENTE IDONEO. Per il benessere di tutti, non solo degli amici a quattro zampe, gli ambienti devono essere organizzati per prevenire eventuali contaminazioni allergiche attraverso zone suddivise ed identificate da cartelli o specifiche aree asilo per ospitare i cani.
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Il parere dell’esperto

“In Italia non esiste una normativa che regolamenti la presenza del proprio animale da compagnia sul posto di lavoro – afferma Marco Maggi – Tuttavia, sono vigenti due disposizioni di legge riguardanti la permanenza degli animali nei luoghi chiusi: nelle aree comuni il proprietario deve sempre avere una museruola a disposizione e un guinzaglio non più lungo di un metro e mezzo. In termini di cultura sanitaria, esistono delle linee guida fornite dal board scientifico globale WSAVA (World Small Animal Veterinary Association), con precise indicazioni sulle vaccinazioni consigliate. E’ inoltre importante che il cane sia in regola anche con i trattamenti antiparassitari interni ed esterni”.

Quali requisiti comportamentali deve osservare il proprio cane per trascorrere le ore lavorative in ufficio? “Il buon senso – prosegue Maggi – suggerisce che il cane debba essere educato nel non abbaiare e agitarsi in caso di rumori esterni e che sia socievole con le altre persone. L’addestramento del cane è dunque fondamentale affinché esso non diventi fonte di disturbo nell’edificio stesso. E’ buon senso, inoltre, che il cane presente sul luogo di lavoro sia pulito e spazzolato. Attenzione ai momenti di calore e di muta del mantello poiché possono creare situazioni di disagio.”

Anche le abitudini del dipendente di lavoro cambiano con la presenza del proprio pet in ufficio. La classica “pausa caffè” dovrà essere dedicata ad una lunga passeggiata in compagnia del proprio cane. In ultimo, ma non in ordine di importanza, è necessario accertarsi che l’ambiente che ospiterà il cane sia idoneo. “All’interno degli spazi – conclude Maggi – occorre prevenire le contaminazioni allergiche in caso di individui con particolari allergie, attraverso zone identificate o specifiche aree asilo.”

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