Gioco d’azzardo: come uscirne. A VercelliFiere convegno promosso dalla Società Italiana Intervento Patologie Compulsive.

Gioco d’azzardo: come uscirne

A Vercelli si torna a parlare di gioco d’azzardo patologico. Lunedì 16 aprile si terrà infatti un convegno con esperti a confronto sul gambling, che andrà ad analizzare anche gli impatti causati dal proibizionismo. ovvero dall’obbligo di spegnere per sempre le slot machine entro cinquecento metri di distanza da scuole, ospedali, centri ricreativi e sportivi, fermate di autobus e treni e sportelli bancomat e compro-oro.

A Caresanablot i migliori esperti

L’incontro è promosso dalla Società Italiana Intervento Patologie Compulsive in collaborazione con l’Istituto Milton Friedman e il patrocinio dello studio Cardia & Cardia e dell’associazione la Sentinella e si terrà al Polo Vercellifiere di Caresanablot.

Quest’ultimo è curiosamente il comune italiano con la spesa pro capite per il gioco d’azzardo più elevata: non certo per le abitudini dei suoi residenti ma per la presenza di una sala giochi sul territorio.
Interverranno al convegno Cesare Guerreschi, fondatore e presidente della Siipac, Geronimo Cardia, titolare dell’omonimo studio legale, e Andrea Maria Villotti, direttore generale dell’Istituto Milton Friedman.

Gli organizzatori

La Siipac onlus è nata nel 1999 nella zona di Bolzano sulla scorta di quanto stava svolgendo la locale sezione della Società Italiana di Alcologia ed è stata la prima struttura in Italia a porsi l’obiettivo di studiare ed approfondire il fenomeno del GAP, il gioco d’azzardo patologico.

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«Il nostro scopo iniziale era quello di offrire un efficace programma d’intervento non solo a chi ne era colpito ma anche ai familiari – spiega il presidente Guerreschi – al nostro sforzo divulgativo volto ad informare, spiegare cosa fosse il Gioco d’Azzardo Patologico e quali ne fossero le gravi conseguenze sia sul piano sociale che sanitario, si è unita la realizzazione di un Centro Riabilitativo per Giocatori d’Azzardo Patologici unico nel suo genere, innovativo sia per le terapie proposte che per la varietà dei professionisti coinvolti. Psicologi, Psicoterapeuti, Psichiatri, Commercialisti, Avvocati, Tutor per la prima volta riuniti in un’Equipe Multimodale. Tutti uniti nell’aiutare coloro che, a causa del gioco, hanno vissuto situazioni di una tale drammaticità da essere foriere di sofferenze quasi inenarrabili, al limite della sopportabilità umana.

Un lavoro gravoso, certo, iniziato sulla falsariga dei migliori programmi di intervento statunitensi, che ha visto dirigenti ed operatori impegnati su più fronti, in un campo – allora – quasi del tutto sconosciuto nel nostro Paese e che si è esteso, poi, allo studio ed alla cura di tutte le altre forme di “Nuove Dipendenze”.