Festa di Sant’Eusebio 2018 nel segno dell’accoglienza. Solenne pontificale presieduto da Mons. Gianni Ambrosio. Ospiti i migranti.

Festa di Sant’Eusebio nel segno dell’accoglienza

Festa di Sant'Eusebio

La splendida cornice del Duomo con il colore rosso della festa solenne, i riti secolari, l’omaggio alla reliquia di Sant’Eusebio, fondatore della Chiesa Piemontese. Senza dimenticare l’altissimo livello delle parti solenne cantate dalla Cappella musicale della cattedrale diretta da Mons. Denis Silano.


Autorità, notabili, fedeli e questa volta al posto d’onore un gruppo di migranti, famiglie con bimbi piccoli. “Sentitevi in famiglia in questa grande festa” le parole che ha loro rivolto l’arcivescovo Marco Arnolfo.

Fede, dialogo e concordia

Non c’è stata enfasi, solo quell’accoglienza “accanto a noi”. Però nell’omelia di Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza e Bobbio che festeggiava i 50 anni di messa, pur rimanendo nel solco di un commento delle Scritture e della vita di Eusebio, si è ricordato che una delle caratteristiche del proto-vescovo è stata la libertà di coscienza. La forza di andare contro il potere, ma anche il pensiero dominante e le mode. Contro la tentazione di un “Cristianesimo senza Cristo” che era la strada dell’eresia ariana, la quale negava la divinità di Gesù, Eusebio però fu anche uomo del dialogo con i  non cristiani, Capace dunque di accogliere. Accogliere il messaggio fondamentale del cristianesimo “Ricordatevi che Gesù è risorto”. Questa buona novella che rimane il nucleo della fede. E insieme, ha ricordato Mons. Ambrosio, la concordia, come pace ma anche “sapere che tutti abbiamo bisogno del reciproco aiuto”.

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I saluti di Arnolfo e Ambrosio

Particolarmente commosso Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza e Bobbio, originario di Santhià, fu ordinato sacerdote mezzo secolo fa da Mons. Albino Mensa. “Sono grato a tutti coloro che hanno dato una mano allo Spirito Santo nel mio percorso” e ha ricordato oltre a Mensa, Imberti (che venne prima), Bertone, Enrico Masseroni (presente alla cerimonia) e l’attuale Marco Arnolfo.