Dolore in città per Candellone. Muore a 60 anni una delle grandi colonne dell’Ente Risi. Il commosso ricordo dei colleghi. Mercoledì 28 novembre alle 10,30 i funerali in Duomo.

Un grandissima persona…

Si è spento dopo una lunga malattia Enzio Candellone, per tutti Ezio. Una persona di cuore, di animo gentile e con il sorriso costantemente in volto. Ha lasciato la moglie Gianna Baucero, conosciuta e stimata per il suo ruolo di insegnante e per il suo attivismo nell’associazione Chesterton, e il figlio Andrea.
Ezio Candellone era il direttore dell’Ente Risi. Anche sul lavoro è stato apprezzato e stimato. Ecco il ricordo del presidente Paolo Carrà.

Un uomo giusto, cordiale, pronto ad aiutare gli altri, di spirito, disponibile, curioso, ironico, sempre sorridente.

Queste sono solo alcune delle tante affermazioni che chi ha conosciuto Ezio Candellone probabilmente farebbe. Io ne aggiungo due: senso del dovere e senso di appartenenza all’Ente. Ezio ricopriva il ruolo di responsabile della sezione di Vercelli, la sezione da cui dipende il centro operativo ed il magazzino di stoccaggio di Formigliana. Il suo ruolo lo portava costantemente a confrontarsi con gli agricoltori, con i risieri, con i mediatori e questo gli permetteva di cogliere gli umori della piazza, le necessità, i timori.

Coglieva anche le critiche, sapendo distinguere quelle gratuite, alle quali non dava peso, da quelle costruttive che invece puntualmente mi riferiva. Mi ha sempre colpito il suo senso di appartenenza alla struttura che lo portava ad impegnarsi al massimo affinché l’Ente facesse bella figura.

Ho un ricordo di quando organizzammo a Vercelli presso la Camera di Commercio “Bimbi in cucina, mamme in classe”, format di Fondazione Veronesi. In quell’occasione Ezio dovette gestire, insieme ai collaboratori, l’allegra moltitudine di bambini giunti in numero superiore al previsto e saper far fronte agli imprevisti della “diretta” durante la cottura delle ricette preparate dai bimbi, il tutto fatto in modo egregio.

Tanti sono i ricordi che avrò di Enzio; l’ultimo è quando andai a trovarlo in ospedale: vicino al letto la moglie Gianna gli aveva posto una pannocchia di Carnaroli.