Cybersecurity in Italia: trappole di miele e altri pericoli. Approfondimento in occasione della “Festa della Rete” di Perugia. Sui Social si corrono i rischi maggiori.

Cybersecurity in Italia: trappole di miele e altri pericoli

Da domani, venerdì 9 novembre, si tiene la Festa della Rete presso l’Università degli Studi di Perugia https://www.festadellarete.it/programma/. In occasione dell’evento si parlerà naturalmente di tutto ciò che è “rete”, social, ecc. In questo contesto Cisco (nota azienda di router e sistemi di rete) promuove un incontro dal titolo: “Cybersecurity: non chiederti se verrai attaccato, ma quando”. con Simone Posti (Security Account Manager Cisco), Stefania Stefanelli (Università di Perugia), Roberto Mignemi (CEO Omnitechit), moderati da Arturo Di Corinto.

Arturo Di Corinto, psicologo cognitivo e scrittore, esperto del settore e direttore della comunicazione del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity anticipa alcuni dei temi, parlando dei rischi che ognuno di noi corre ormai ogni volta che si collega da pc od utilizza servizi sullo smartphone.

Ebbene, i dati del “Global Economic Crime and Fraud Survey” di PwC, il cybercrimine è la categoria di frode più diffusa in Italia in ambito economico-finanziario. Si trova da davanti all’appropriazione indebita (42%) e alle frodi perpetrate dai consumatori (32%). L’uso della tecnologia difensiva, in Italia, non è diffuso: solo il 44% delle organizzazioni effettua un monitoraggio continuo, mentre il 25% svolge un’attività di prevenzione.

I Social i più pericolosi

Ciò che, secondo Di Corinto, risulta essere più dannoso è proprio l’utilizzo dei social network.

“In Linkedin – dichiara – esistono le ‘Honey Traps’, ovvero le ‘Trappole di Miele’: c’è la possibilità che finti manager cinesi contattino un utente, offrendogli di tutto per portarlo nei loro servizi segreti. Tutto ciò, ovviamente, se hanno qualcosa da dare in cambio, come nei casi di professori o ricercatori universitari.

Su Instagram, invece, è presente l’Isis, con tutti i suoi seguaci, che inviano messaggi e fanno proselitismo.

Sui gruppi Whatsapp e sui canali Telegram è pieno di utenti che fanno propaganda sia in funzione terroristica, sia politico-comportamentale durante le elezioni.

Twitter, infine, è devastata dai finti profili. Almeno il 20% dei profili, poi, sono fasulli.

Fra i social, comunque, quello più a rischio è Facebook, perché è stato pensato per una platea di consumatori di cui vendere l’attenzione agli investitori pubblicitari”.

(…) Tutti dovremmo staccarci – continua Di Corinto – Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin e Whatsapp: non esiste protezione e, cosa più grave, sono potenziali trappole per gli utenti. Utilizzandole, infatti, si rinuncia alla Privacy e si rimane esposti alle manipolazioni del comportamento automatizzato dei social, degli investitori e di coloro che possono utilizzare dei bug di funzionamento. Non c’è nessuna autonomia, nessuna libertà e non esiste protezione”.

Il decalogo della Cybersecurity

  • Staccarsi dai social network: iscrivendosi, infatti, si rinuncia ad un diritto fondamentale come quello della Privacy.
  • Non aprire mai una mail proveniente da un indirizzo sconosciuto;
  • Non cliccare mai su un link poco affidabile;
  • Non aprire mai un allegato che non ci si aspettava di ricevere;
  • Installare sul proprio dispositivo un buon antivirus;
  • Fare un copia di back-up e salvarla su hard disk esterno, che sia scollegato dalla rete Internet domestica;
  • Navigare su siti Internet sicuri;
  • Non utilizzare sistemi di Cloud poco sicuri;
  • Usare, per la sicurezza del dispositivo, servizi a pagamento e non gratuiti, che possono vendere dati personali ad enti terzi;
  • Assicurarsi che i sistemi come Windows, iOS o tutti quelli basati sul modello Linux siano aggiornati e, quindi, meno vulnerabili agli attacchi;
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Quanto al punto 1 oggi come oggi staccarsi dai social, soprattutto per un’utenza privata, è davvero impossibile. Si può però cercare di non dare in pasto dati sensibili, foto di minori ecc… e soprattutto usare con criterio il mezzo, senza offendere e senza “sbracare”, come purtroppo avviene spesso. Un rischio nell’uso dei social è anche quello di beccarsi una denuncia per qualche insulto di troppo.

Il programma della Festa

https://www.festadellarete.it

L’argomento sicurezza rientra nel variegato programma di incontri previsti: durante la tre giorni si svolgeranno incontri e dibattiti su diversi argomenti. Dai temi d’attualità legati alla Rete, come il diritto alla privacy e i dati personali, alle fake news, passando per bullismo, identità digitale ed intelligenza artificiale.
Tra i tanti appuntamenti e i temi di discussione in programma oltre alla Cybersecurity, anche un incontro con Laura Boldrini e la blogger Giulia Blasi che, con la moderazione di Matteo Grandi, che parleranno del movimento #MeToo in un incontro dal titolo “La rete contro le molestie”.

Tra protagonisti anche la Pozzoli’s Family, The Show, Sofia Viscardi, Daniele Doesn’t Matter, Gianliuca Gazzoli e Pinuccio e Cucine da Uomini.
Il claim scelto per quest’edizione, il web che ti meriti, è significativo e richiama l’attenzione che ciascuno di noi, in qualità di utente, deve dedicare nel costruire una rete web che gli sia utile ed in grado di migliorare la propria vita e quella degli altri.

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