Comitato pendolari: “Treni con ritardi, pochi controllori e zero confort”

Comitato pendolari bacchetta Trenitalia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato del Pendolari Vercelli-Novara-Milano all’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte. E’ una richiesta di aiuto da chi ogni giorno deve già viaggiare, e questo pesa, ed in più sconta i ritardi di Trenitalia. Su 55 corse monitorate a gennaio solo 9 sono state puntuali… con un ritardo medio di 8-15 minuti al mattino e 20 alla sera. In più mancano i controllori con solo 7 controlli verificati sempre sulle 55 corse considerate. Una vera manna per i furbi, meno presenza di controlli significa, dicono i pendolari, meno sicurezza e anche più affollamento. Inoltre anche le carrozze lasciano a desiderare.

Eppure per alcuni mesi nel 2017 il servizio era stato all’altezza. Questo perché proprio la Regione Piemonte aveva pressato Trenitalia. Passate alcune settimane, però, tutto è tornato gradatamente  come prima. Per la seria “Finita la festa gabbato il Santo”. Ora la situazione è di nuovo da terzo mondo.

La lettera all’assessore Balocco

“Gentilissimo Assessore Balocco buongiorno,

Il sottoscritto Comitato Le scrive chiedendo un Suo deciso intervento in quanto Trenitalia è tornata alle pessime, vecchie abitudini.

L’Assessorato, nella Sua persona, a fine 2016 ha lottato al nostro fianco per far sostituire le tracce liberate dalla soppressione dei Frecciabianca sulla tratta Torino – Milano con dei treni di pari prestazioni in termini di tempo e dal comfort simile ai convogli dismessi.

In Aprile 2017 sono entrati quindi in servizio i Regionali Fast, i quali avevano una configurazione fissa con una carrozza di Prima classe e tutte le altre carrozze erano quelle “rigenerate”, ovvero che avevano subìto un restyling interno. Non solo: per almeno un mese, un mese e mezzo, i controlli dei biglietti venivano effettuati durante TUTTI i viaggi da ben due controllori ed i treni erano puntualissimi in arrivo da Torino, in partenza da Vercelli ed a destinazione a Milano Porta Garibaldi. Ciò evidenzia il fatto che con la volontà si può garantire l’efficienza del servizio.

Ora, calata l’attenzione generale, si è tornati ad un graduale abbassamento della qualità deell’offerta. Le carrozze standard denominate “Gran Comfort” sono state progressivamente sostituite dalle carrozze con vestiboli centrali che hanno un minore confort dato che i sedili posti uno di fronte all’altro hanno uno spazio per le gambe decisamente inferiore: ci sono ben 10 Cm in meno tra le due file di sedili ( Documentabile con foto, se necessario ).

I controllori passano pochissime volte in un mese, la media del controllo biglietti è del 23% sul totale dei viaggi effettuati; infatti il treno è tornato ad essere “terra di nessuno” in quanto frequentato da personaggi non in possesso del titolo di viaggio, con conseguenti ripercussioni sulla sicurezza della clientela regolare e del personale viaggiante.

La puntualità poi, ormai da mesi, è diventata una vera illusione; alla mattina il ritardo in arrivo a Milano Porta Garibaldi si è stabilizzato ormai sugli 8-15 minuti quotidiani mentre, nel viaggio inverso di rientro nelle nostre rispettive città, i ritardi si attestano dai 10 ai 20 minuti praticamente tutte le sere. Noi pendolari aggiorniamo quotidianamente le nostre statistiche e quello che è emerso in questo inizio del 2018 sono i numeri, inaccettabili per un paese cosiddetto civile, che può vedere di seguito.

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I dati raccolti da chi viaggia

Gennaio: Totale viaggi monitorati: 55 ( Solo 9 in orario = 16,4% ); Totale controllo biglietti: 7 ( Incidenza del 12,7% ); Totale ritardi: 456 minuti ( 7,60 Ore – 8,29 minuti a viaggio )

A Febbraio, su un totale di soli 17 viaggi, i treni hanno già accumulato 157 minuti di ritardo; nessuno dei viaggi è stato puntuale ed i biglietti sono stati controllati solo 3 volte.

Nel 2017 sono stati accumulati ritardi per un totale di 2100 minuti e Trenitalia ha riconosciuto un Bonus di 48 Euro: il nostro tempo perso sui loro treni per pura inefficienza è valutato ben 1,37 Euro/ora: ogni commento è superfluo.

I tempi di percorrenza dei Regionali Fast sono ormai diventati superiori a quelli dei Regionali Veloci.

Come più volte denunciato a Trenitalia un ritardo, anche se solo di pochi minuti, dovrebbe essere un’eccezione, non una regola quotidiana.

Altro fatto disdicevole è l’aver scoperto che sui Regionali Fast non è più valida la Prima Classe, confermata da una simulazione di acquisto di biglietto nella quale l’offerta riguarda solo la seconda classe; a parte la costante mancanza di comunicazione chiara e tempestiva da parte di Trenitalia (Abbiamo saputo di questa novità tramite il passaparola ), troviamo che il declassamento di un intero servizio la dica lunga sull’arroganza di Trenitalia e sulla volontà di avere un occhio di riguardo verso chi utilizza il treno quotidianamente.

Immaginiamo che la Regione abbia sborsato una certa somma per ricevere uno standard concordato; non troviamo assolutamente corretto averlo modificato, peggiorando di fatto, la proposta offerta.

“Trenitalia ripristini gli standard”

Chiediamo quindi con decisione che Trenitalia riporti lo standard di comfort e prestazioni dei Regionali Fast a com’era ad inizio servizio; chiediamo perciò la sostituzione dei vagoni a doppio vestibolo centrale con quelli “Gran confort” con i vestiboli alle estremità delle carrozze e, soprattutto, di sanare la situazione relativa ai ritardi ormai diventata cronica ed insostenibile.

A Sua disposizione, se necessario, abbiamo i dati aggiornati sui ritardi e sulla frequenza di controllo dei biglietti degli ultimi 5 anni; non i dati con i quali Trenitalia si pavoneggia con i Media, ma quelli rilevati sul campo da tutti i colleghi pendolari che vivono sulla propria pelle la disorganizzazione di un’azienda monopolista.

Confidiamo in un Suo risolutivo intervento e Le porgiamo i nostri più distinti saluti.