Cliff Wright, illustratore che ha realizzato molte copertine della saga di Harry Potter, è stato a Vercelli per la prima edizione di “Vercelli fantastica”. L’evento ha registrato un successo. A intervistare Wright, Gianluca Mercadante.

Cliff Wright a Vercelli

Nella giornata di sabato, a “Vercelli fantastica” l’incontro con uno degli ospiti più attesi, Cliff Wright, illustratore inglese che nella sua carriera ha avuto l’onore di dare forma a molte copertine della saga di Harry Potter. Cliff ha parlato di come è diventato un illustratore di valore mondiale sabato scorso al Museo Borgogna, che si conferma splendida location per eventi di richiamo. Ha parlato di fronte a un pubblico con molti ragazzi e giovani, ma non solo. Ha raccontato delle sue motivazioni, di come è stato difficile cominciare, con tanti no da digerire; di come sia quindi importante credere in se stessi e anche non cedere quando le richieste degli editori snaturano un’opera. A dialogare con lui Marina Lenti, una delle massime esperte di fantasy in Italia.

L’esordio

Ecco come perché è diventato illustratore: «Per la mia passione per la natura e le profonde connessioni tra paesaggi selvaggi ed animali selvatici». E riguardo al “colpo di fortuna” con Harry Potter: «Non ero assolutamente famoso quando mi fu chiesto di illustrare Harry Potter. Per molti versi non era che una delle molte commesse che come professionista mi venivano affidate. Ma soprattutto li ho illustrati prima che la serie diventasse famosa. La era sfida era scoprire come Hermione, Harry e gli altri vivevano nella mia testa. Le descrizioni non erano così dettagliate nei libri. Nei termini di questa sfida è stato complicato per me illustrare l’auto volante della “Camera dei segreti”, visto che non ero affatto conoscitore delle automobili… ero molto più a mio agio con l’ippogrifo del “Prigioniero di Azkaban”. La mia esperienza con la Rowling era fatta per lo più dai suoi commenti che mi faxafa sugli “sketch” che le preparavo. Poco prima della pubblicazione del “Prigioniero di Azkaban”, l’ho conosciuta di persona a un evento in cui lei leggeva degli stralci in una scuola e sono stato in grado di mostrarle l’illustrazione definitiva per quel libro».

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La creatività

Interessante cosa pensa di come le idee creative prendono forma e di come disegnarle. «L’esperienza mi ha insegnato che la maggior parte dei nostri pensieri danno vita velocemente ad un’idea delle cose che vediamo e che ci circondano, ma tendiamo a disegnarle senza coglierne la reale essenza. Il modo per diventare un disegnatore migliore è non imparare a diventare un disegnatore migliore! Un’osservazione reale viene sì dagli occhi, ma soprattutto attraverso il cuore e il corpo, attraverso tutti i nostri sensi e le nostre emozioni… non attraverso la mente. Quando si comprende tale concetto si può dire di avere raggiunto l’obiettivo dell’esperienza. In pratica diventiamo un tutt’uno con l’oggetto della nostra osservazione».