Cinema Italia lo sfogo dei nuovi gestori.

Cinema Italia “Il pubblico non viene

E’ rimasto l’ultima cinema cittadino, ha oltre un secolo di vita ed è sinonimo di film di qualità, con la sua mitica cinerassegna. E’ sempre pronto quando c’è da fare qualcosa di solidale o intelligente… è il «Cinema Italia» di piazza Pajetta. Rinato dopo uno stop grazie alla passione della famiglia Corio e dei suoi collaboratori, ora però fa fatica a tirare avanti. I vercellesi non lo stanno aiutando.

Il team della sala scrive ai giornali per sfogarsi di tanta indifferenza e si chiede se ha ancora senso tenere aperto.

«“…Meno male che riaprite…”; “…ora abbiamo il cinema in città…”. Sono solo alcune delle centinaia di frasi di stima e incoraggiamento che altrettanti vercellesi 4-5 anni fa postavano sui social per la riapertura del Cinema Italia».

Comincia così lo sfogo.

«Ora però ci chiediamo – continua la lettera-appello – vale ancora la pena continuare in quest’avventura? Dove sono coloro che tanto invocavano il ritorno dello schermo comodo sottocasa?

E sì… perché tu proponi prezzi bassissimi partendo da 4 euro, offri animazioni e degustazioni gratuite agli spettatori, invii le tue news con informazioni personalizzate e richiesta di sondaggi, a circa 1.000 iscritti, apri due sale offrendo una proiezione ineccepibile, al massimo delle tecnologie, dai un’alternativa con proposte cinematografiche di qualità, sei aiutato da diverse testate giornalistiche vercellesi con sconti incredibili e il PUBBLICO NON VIENE!».

E’ una sacrosanta considerazione, che purtroppo non vale solo per il cinema… a Vercelli spesso chi lavora bene e offre prodotti intelligenti si trova prima o poi di fronte al “muro del silenzio”.

Ma lo sfogo prosegue: «Ormai la concorrenza è spietata: internet ti permette di scaricare quello che vuoi, canali televisivi che ti offrono film appena usciti, partite quasi tutti i giorni…

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Tu speri nel fine settimana perché monti un buon film e scoppia l’estate, oppure una pur giusta serie di fiere o rassegne gastronomiche ti deviano migliaia di persone altrove. Oppure la nostra città è diventata solo un grande paese per vecchi con offerte culturali capite da pochi…». Un’analisi corretta della nostra realtà, ma amara. Il finale è anche un invito a fermare questo declino.

«Attenzione, però, perché se il cinema di città piange per le poche decine di biglietti staccati, altre realtà vicine, in proporzione, non è che ridano o facciano indigestione (se non di popcorn e bibite costosissime). Poi aggiungiamo i costi gestionali di personale, noleggio, energia, riscaldamento e quant’altro e tu sei il Mecenate del cinema vercellese…

No, cari Amici, c’è qualcosa che non va, o meglio la gente non va più al cinema? Attendiamo commenti costruttivi e non dei LIKE…».

Il primo commento che ci sentiamo di fare è che mentre i “guru” del web continuano a dirci che la Rete non uccide quel che c’era prima (giornali compresi) invece sta succedendo proprio questo. Si compra on-line. si guardano i film on-line. Non si fa più la fatica di leggere sulla carta… Perdendo sempre più il contatto con la realtà, sì, perché quando tutto è servito (e manipolato) direttamente a casa perché uscire? Ecco allora che anche solo andare al cinema “di città” in sala, scambiando magari due chiacchiere con gestori e amici, diventa un’azione di resistenza civile. Facciamolo!

Qui una delle ultime iniziative del cinema Italia.