Ciao Alessandro: forte dimostrazione d’affetto alla famiglia Francese. Diverse comunità unite dal dolore, ma anche nel ricordo del piccolo guerriero.

Ciao Alessandro: forte dimostrazione d’affetto alla famiglia Francese

C’erano tanti amici, rappresentanti di associazioni e ben tre sindaci con la fascia tricolore: Doriano Bertolone di Salasco, il paese dove la famiglia di Alessandro Francese vive, Andrea Chemello di Tronzano e Maura Forte di Vercelli. Tre comunità unite dal dolore. Al termine del rito funebre, presieduto da Mons. Giuseppe Cavallone, coadiuvato dal parroco di Santhià don Stefano Bedello e dal parroco di Salasco e San Germano don Carlo Galazzo un volo di palloncini bianchi a forma di cuore.

Bisogna stare attenti in questi casi a non lasciarsi andare alla narrativa del dolore e delle belle parole che spesso sono vuote. Affetto senza parole, vicinanza vera alla famiglia. Questo si è visto e percepito chiaramente nella cattedrale di Vercelli.

I cristiani, tuttavia, e lo ha ricordato Mons. Cavallone sanno che “Dalla mattina di domenica Alessandro vive col Signore in paradiso”. Un segno di speranza sono stati anche i paramenti bianchi dei sacerdoti che hanno concelebrato, non il colore viola della morte ma il bianco della pienezza. Bianco come le vesti della multitudine di santi che nell’Apocalisse di Giovanni sfila davanti al trono di Dio e ne canta le lodi “Ora Alessandro partecipa a questo canto” ha ricordato Mons. Cavallone. Per un cristiano queste non sono parole per consolare un dolore inconsolabile ma per ricordare intanto che il distacco è solo temporaneo e poi che la “strada del dolore”, che Alessandro ha percorso con un coraggio da guerriero, conduce presso Dio e presso l’agnello, Gesù.

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“Ci dobbiamo sentire con Gesù e con Alessandro che è con Lui. Ora in Cielo c’è qualcuno che può intercedere per i suoi cari. Oggi è un giorno di grande dolore ma noi cristiani abbiamo il dono della speranza”.

“Un guerriero da cui prendere esempio”

Alessandro è mancato nella notte tra sabato e domenica, nel reparto oncologico pediatrico del Regina Margherita di Torino. Ha lasciato la sua famiglia, papà Roberto, mamma Emiliana e la gemellina Arianna. E ha lasciato anche tutta una comunità, quella di Salasco, che era pronta ad abbracciarlo ad ogni suo rientro in paese. «E’ stato un guerriero – ha detto il papà – non si è mai lamentato di niente. Ci ha insegnato quanto è importante la vita e come sia altrettanto importante proteggerla».

Molti lo ricordano felice in occasione della festa era per l’avvio delle attività da parte della Aop, l’associazione oncologica pediatrica. Infatti nei primi mesi dello scorso anno, il papà del piccolo e i nonni, avevano costituto l’Associazione Oncologica Pediatrica, che in questi mesi ha dato vita a una lunga serie di iniziative per raccogliere fondi da destinare alla ricerca. Un’ass ociazione alla quale ha aderito sin dal primo momento anche l’amministrazione comunale di Salasco. Tante persone ricordano con affetto il piccolo e si stringono attorno alla famiglia. Il papà è molto conosciuto anche a Vercelli perché lavora al “Briko OK”.

Attraverso tutto questo affetto il ricordo di Alessandro vive e opera ancora per il bene.