Chirurgia per tumori: per i pazienti dell’Asl di Vercelli tecniche poco invasive e percorsi specifici per eseguire i trattamenti.

Chirurgia per tumori a Vercelli

Tumore: una patologia da affrontare con delicatezza e competenza. All’Asl di Vercelli vengono predisposti percorsi di presa in carico strutturati e definiti, dalla diagnosi alla terapia. La chirurgia dell’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, diretta dal primario Silvio Testa si impegna a offrire ai pazienti colpiti da un tumore l’intervento più appropriato. Un trattamento che, in base alla patologia, viene eseguito rispettando i percorsi dettati nell’ambito della rete oncologica Piemonte e Valle D’Aosta.

I dati

«Se è vero che nel 2018 per la prima volta in Regione Piemonte si è registrato un calo delle nuove diagnosi di tumori, è altrettanto vero che in cima alla lista tra i mali più frequenti si annoverano quello della mammella (4.350 nuovi casi nel 2018) e il cancro del colon retto (4050) – spiegano dall’Asl – Numeri per i quali è necessario poter offrire le risposte terapeutiche più giuste e la possibilità, per chi ha una diagnosi di tumore, di essere indirizzato al meglio. Con la rete oncologica interregionale Piemonte Valle D’Aosta sono stati strutturati, sulla base dell’area di riferimento, percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) in modo da far giungere il paziente alla struttura più adatta nei tempi giusti. La Regione ha, infatti, individuato le realtà ospedaliere in cui effettuare i trattamenti in base a criteri ben precisi: la diffusione epidemiologica della forma tumorale, l’esperienza degli operatori per il trattamento, le tecnologie necessarie per la diagnosi e terapia, il volume di attività».

Il tumore al seno

«Nell’ambito della rete per il tumore della mammella l’Asl di Vercelli ha definito un percorso diagnostico terapeutico interaziendale con il centro hub di Novara per garantire la presa in carico delle donne che devono subire un intervento di chirurgia senologica – illustrano dall’azienda – È stato inoltre istituito un apposito ambulatorio di Senologia dove chirurghi dedicati e specificatamente preparati  (Mario Scansetti e Simona Ghisio) valutano  le pazienti sia che giungano direttamente su indicazione del medico di famiglia, sia che abbiano aderito ai programmi di screening. Ciò consente di poter affrontare l’operazione direttamente a Vercelli, effettuando un percorso diagnostico  corretto e con la valutazione interdisciplinare (Oncologica, Radiologica, Anatomo-patologica, Radioterapeutica e Chirurgica) che questa patologia richiede . L’intervento, laddove sia necessario,  prevede anche la presenza del chirurgo plastico; un professionista, quest’ultimo, che opera in regime di convenzione con l’AOU Maggiore della Carità di Novara».

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I tumori al retto

La chirurgia di Vercelli è riferimento all’interno del percorso della rete oncologica per il trattamento dei tumori del colon retto.  «Se consideriamo – sottolinea il dottor Testa – che la nostra popolazione oggi conta un’alta percentuale di soggetti anziani, è evidente che sempre di più ogni giorno ci confrontiamo con pazienti fragili e molto delicati. Ognuno ha le sue peculiarità, ma di certo l’approccio mini invasivo, con la chirurgia laparoscopica senza incisioni, determina tempi di recupero più brevi, minore trauma e  riduzione della degenza, oltre che ottimi risultati in termini di radicalità oncologica. È una tecnica complessa che  su tutto il territorio nazionale viene utilizzata solo nel 40 % dei casi trattati, dato  molto inferiore alla media europea. Nella nostra struttura che si avvale di tecnologie di ultima generazione e di personale medico e infermieristico particolarmente formato ed esperto, la percentuale degli interventi eseguiti con tecnica laparoscopica nel 2018 è stata del 95% per i tumori del retto e dell’88% per i tumori del colon. Il futuro sarà sempre più proiettato sulla chirurgia tecnologica miniinvasiva ove le “macchine” semplificheranno il lavoro del chirurgo garantendo sicurezza e ottimizzazione dei risultati anche in pazienti delicati come gli anziani. E sarà sempre più una chirurgia quasi sartoriale confezionata sul singolo soggetto: già oggi per ogni paziente rispettiamo il suo stato e valutiamo come agire in base alle condizioni di salute e ai fattori di rischio».