Caso ManHandWork: il Consiglio Comunale approva Odg anti-razzista. Nel corso del sit-in davanti al municipio denunciati nuovi episodi intimidatori.

Caso ManHandWork: il Consiglio Comunale approva Odg anti-razzista

Nelle foto alcuni momenti del sit-in di mercoledì 27 novembre davanti al municipio.

Con l’unanimità: 27 consiglieri presenti, 27 voti a favore, è stato approvato l’Odg proposto dal Consigliere Comunale Paolo Campominosi, lista civica “Voltiamo Pagina”, per stigmatizzare il comportamento, indicato come presunto, di ManHandWork, sulla nota vicenda del contratto non rinnovato a 20 lavoratori, del deposito “MaxiDì”, tutti senegalesi, dopo che un rappresentante della ditta avrebbe usato, come riferito dai lavoratori, una frase razzista: “Daremo una bella mano di bianco”.

Dibatti con qualche distinguo

Campominosi durante l’esposizione dell’Odg proposto e poi approvato.

Il dibattito aperto dallo stesso Campominosi e da Roberto Scheda, ha registrato un sostanziale accordo sul testo dell’Odg presentato e poi approvato all’unanimità, con emendamenti qualche distinguo, specialmente su fatto che i fatti attribuiti a ManHandWork non sono stati ancora accertati in modo irrefutabile. Ha prevalso però la volontà di ribadire il NO a ogni forma di discriminazione anche se “potenziale”. L’atto verrà inviato anche al Ministero dello Sviluppo Economico.

“Oggi è una giornata importante – aveva poco prima detto Luca Trinchitella, segretario di Quadrante della Fisascat Cisl – ai lavoratori schierati davanti al municipio . ma la conclusione di questa vicenda è ancora lontana e non dobbiamo abbassare la guardia”.

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“Diffusi in pubblico dati sensibili di un lavoratore”

Il presidio, appoggiato anche dall’Anolf e da Cisl, si è svolto ordinatamente ed è stato anche l’occasione per segnalare da parte dello stesso Trinchitella altri due episodi che certo non rasserenano gli animi. A quanto parrebbe funzionari di ManHandWork avrebbero in un caso impedito a un rappresentante sindacale di assistere a una riunione con un gruppo di lavoratori (che sarebbero stati redarguiti perché non producono abbastanza) e in altro caso, avrebbero motivato il cambio del responsabile di un reparto con cause di salute, esponendo in pubblico dati sensibili di carattere sanitario, che come si sa, il datore di lavoro non dovrebbe nemmeno conoscere.

“Abbiamo segnalato la cosa tramite Pec due giorni fa – commenta Trinchitella – ma dall’azienda ancora nessuna risposta”.

L’obiettivo dello stato d’agitazione è quello non solo di condannare l’atteggiamento razzista lamentato, ma anche il reintegro dei lavoratori che sono stati lasciati a casa.

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