La decisione del TAR giunge al termine di un lungo giudizio durante il quale le tre amministrazioni comunali si sono schierate unite e compatte a difesa del territorio.

Ampliamento discarica fermato dal Tar

Ampliamento discarica fermato dal Tar. Accolto il ricorso dei Comuni di Tronzano Vercelliese, Cavaglià e Santhià. La decisione del TAR giunge al termine di un lungo giudizio durante il quale le tre amministrazioni comunali si sono schierate unite e compatte a difesa del territorio

I Comuni di Tronzano Vercellese, Cavaglià e Santhià sono lietissimi di informare che il
TAR per il Piemonte ha definitivamente accolto il ricorso proposto dagli Avvocati
Michele Greco e Marco Briccarello, incaricati dalle amministrazioni al fine di ottenere
l’annullamento delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di Biella alle società ASRAB
spa e A2A spa per l’ampliamento delle discariche gestite in loc. Gerbido, in piena
Valledora.

La decisione del TAR

La decisione del TAR – che aveva già accolto l’istanza di sospensiva cautelare degli atti
impugnati – giunge al termine di un lungo giudizio durante il quale le tre amministrazioni
comunali si sono schierate unite e compatte a difesa del territorio e della salute dei propri
cittadini contro due progetti da sempre avversati.
La sentenza (n. 574 pubblicata il 13 maggio 2019) ha un valore straordinario ed è
destinata a fare giurisprudenza, dal momento che sono stati accolti i due principali
motivi di contestazione che gli Avvocati Greco e Briccarello hanno mosso agli atti
impugnati, sulla base di principi che fino ad oggi non erano mai stati affermati in modo
così esplicito da un giudice amministrativo.

I principi

Il primo riguarda la distanza che deve intercorrere tra una discarica e i recettori sensibili:
il giudice amministrativo torinese ha accolto infatti la tesi dei comuni ricorrenti, secondo
cui la distanza minima prevista dal piano dei rifiuti (500 metri dalle case sparse e dalle
cascine) non deve essere misurata dalla vasca di conferimento dei rifiuti, come sostenuto
dalle proponenti, ma dal perimetro dell’area di impianto.
Il secondo, ancora più importante, ha a che fare con la valutazione del rischio di
contaminazione della falda.
In questo caso il TAR ha accolto la tesi degli Avvocati Greco e Briccarello – confermata
peraltro dal verificatore tecnico che era stato nominato in corso di causa dal Tribunale –
secondo cui, per quanto separati da un telo impermeabilizzante, non si possono
collocare nuovi rifiuti in sopralzo su una discarica già esistente che non rispetta i requisiti
di sicurezza del D. Lgs. 36/2003, dal momento che tale modalità non esclude il rischio di
contaminazione della falda sottostante.
Vale la pena di ricordare, peraltro, che il previsto ampliamento sarebbe ricaduto in piena
area di ricarica della falda.
La sentenza giunge peraltro a poche settimane di distanza dalla decisione della
Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo di accogliere – con conseguenti
raccomandazioni rivolte alle autorità nazionali e locali al rispetto delle direttive UE in
materia di rifiuti – la petizione proposta dal Sindaco del Comune di Tronzano Vercellese,
Andrea Chemello, al fine di denunciare il gravissimo stato di inquinamento della
Valledora.

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