Festival Sanremo: verso i titoli di coda. Penultimo reportage di Ottavio Pisani

Festival Sanremo: verso i titoli di coda

Siamo quasi ai titoli di coda.
Ieri sera la gara ha emesso il suo primo verdetto, con il trionfo – nella categoria delle Nuove Proposte – di Ultimo con “Il ballo delle incertezze” (vi risparmio giochi di parole e calembour che si sono sprecati per l’occasione)
Secondo posto per Mirkoeilcane, vincitore a sua volta del Premio della Critica della sala stampa dell’Ariston.
La sala Lucio Dalla, quella riservata a radio e siti web, ha invece votato compatta al proposito per Alice Caioli.

Vittoria annunciata e meritata quella dell’artista romano in una gara – quella dei giovani – che negli ultimi anni mai aveva fatto registrare un livello qualitativo dei pezzi così alto.
Pezzi programmati con costanza già da mesi nelle radio grazie ad un regolamento di categoria che – a differenza di quello previsto per i big – non richiedeva la presentazione di brani inediti per la competizione.

Alice Caioli, Mudimbi, il vincitore Ultimo e Mirkoeilcane

I bookmakers puntano sul duo “Meta – Moro”

Stanotte si conoscerà anche il vincitore della sessantottesima edizione del Festival della Canzone Italiana.
I bookmakers puntano tutti sul duo Ermal Meta/Fabrizio Moro ed in seconda battuta sullo Stato Sociale,

Ma si sa, a Sanremo si corre sempre il rischio di entrare papa ed uscire cardinale… quindi occhio anche ad Annalisa, Ron e Barbarossa.
Sembrano invece in calo le quotazioni del trio Vanoni, Pacifico e Bungaro e del sempre bravissimo ed originale Max Gazzè.

La musica è finita

L’aria che si respira in Riviera l’ultimo giorno della manifestazione non è certo quella leopardiana del sabato del villaggio.

Anzi, piuttosto quella diametralmente opposta de “La musica è finita” presentata proprio a Sanremo dalla Vanoni nel 1967 su testo scritto da Franco Califano ed Umberto Bindi.

La giornata viene vissuta da tutti gli addetti ai lavori più come un male necessario, in attesa del finalone, che altro.

Quasi tutti i set televisivi presenti nella città dei fiori vengono smantellati.
La programmazione nel week-end è infatti su tutte le reti in gran parte diversa da quella dei giorni feriali.
Ad una certa ora del pomeriggio inizia anche a sbaraccare qualche TIR allestito da studio radiotelevisivo, presidiato nello specifico prevalentemente da tecnici e maestranze che non vedono l’ora di fare rientro a casa.
Delle improbabili sirenette e dei sirenetti versione toy-boy che con le loro fasce tricolori avevano dato una note di colore ai lunghi pomeriggi festivalieri, neppure l’ombra.
Rientrati alle loro basi, mi piace immaginarli al bar del paese.
A raccontare e a millantare a parenti ed amici dallo sguardo ammirato ed un pò in soggezione, di avere vissuto in prima persona la kermesse, toccando per un attimo il cielo con un dito.
In attesa – naturalmente – di tornare a gareggiare in futuro in qualche sala da ballo di secondo piano.

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Cantanti defilati

In questa atmosfera artistica decadente, la maggior parte dei cantanti se ne sta ben ben blindata in albergo. rilasciando interviste col contagocce.
Anche a teatro, cuore pulsante del’evento,  non si effettuano prove generali, ma solo quelle degli ospiti della serata.

Pure in sala stampa ci si prepara ai saluti o, per dirla alla moda degli Elii, agli “Arrivedorci”.

A caccia di celebrità

A tenere vivo il carrozzone però, ci pensa la calata di tutti i proprietari di seconde case che – all’oscuro di tutto ciò – si presentano fiduciosi in città, prendendo letteralmente d’assalto la zona centrale limitrofa all’Ariston nella speranza di poter vedere, anche solo per il breve istante di un flash, un cantante.
Per finire di accontentarsi di un presentatore di secondo piano, una sgallettata o una prezzemolina qualsiasi.
Di un vecchio protagonista del passato o peggio ancora di un opinionista televisivo scelto in base a non si capisce quali competenza specifica.
Ieri ad esempio, mi è capitato di asssitere ad una caduta rovinosa di una signora non più giovane nei pressi del Palafiori lanciata all’inseguimento di un inutile Raffaello Tonon…. Che aveva pure il coraggio di evitare il contatto con i fan!
Ma vi rendete conto voi umani di cosa mi tocca vedere?
Per identificare al meglio questa migrazione spontanea ed inoffensva – trasformata viceversa in proficua occasione lavorativa dai commercianti matuziani che si sono inventati il weekend all’insegna dei “Saldi di Gioia!” – userò al proposito un paragone in pieno stile Quark, trasformandomi per un’istante nel vostro Piero Angela.
Avete presente i lemming, i roditori norvegesi che per preservare l’integrità della specie sono gli unici esponenti del mondo animale ad attuare il suicidio di massa morendo annegati dopo un tuffo collettivo effettuato da una scogliera a precipizio sul mare?
Ecco… spero proprio di avere reso l’idea….
Andrea Delogu – Radio 2 Rai e conduttrice Strakult – idolo in Balaustra

Forza bianche casacche

Mi sono preso più tempo perchè oggi non è aria di selfie.
La Balaustra sarà giustamente tutta protesa a spingere le Bianche Casacche verso il risultato che tutti auspichiamo e ne rispetto la concentrazione.
Anche a quasi 300 chilometri di distanza sarò comunque con la mente lì con loro, a partire dalle ore 15,00.
Sanremo sarà anche Sanremo…. ma la Pro è davvero tutta un’altra cosa!

Inchino finale