Combattere il fuso orario si può! Estate, tempo di viaggi e di voli spesso anche intercontinentali. C’è però un problema che attanaglia chi viaggia in aereo per svariate ore, e si chiama «jet-lag». Cosa vuol dire: attraversare più fusi orari ci fa a destinazione in un orario molto diverso da quello in cui siamo partiti, totalmente «sfasato» rispetto al normale passar delle ore.

Indicazioni utili

Se si sale in aereo alle 8, per esempio, e si va a New York negli Stati Uniti si impiegano otto ore di volo. Ma quando si giunge a destinazione non saranno le 16, come dovrebbe, bensì le 10 del mattino (-6h rispetto all’Italia a causa dei fusi orari). Quindi, il normale ciclo del sonno ne viene compromesso: alla sera avremo ben sei ore di veglia in più sul groppone. E più è lontana la destinazione, più ore di sonno avremo perso. Questo è esattamente il jet lag (spesso indicato come «mal di fuso») o discronia: una condizione clinica che si verifica quando si attraversano vari fusi orari, come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo.

I sintomi

I sintomi che ne conseguono sono sonnolenza, stanchezza e confusione mentale. Càpita di impiegarci vari giorni per smaltire il fuso orario, periodo in cui magari ci si ritrova svegli di notte (perché il nostro orologio biologico è rimasto indietro) e morti di sonno durante le ore del giorno.

Combattere il fuso orario

Che fare dunque? Il rimedio più semplice da provare, ma più difficile da mettere in pratica, è tentare di dormire in aereo: questa sorta di «riserva di sonno» potrà servire ad assorbire l’eventuale sfasamento nell’alternarsi di notti e giorni. Ma non è facile, a meno di usare calmanti o sonniferi che è sempre meglio evitare. Anche perché generalmente si pensa a questo problema quando si va in vacanza, magari oltreoceano, ma bisogna tener conto che ci sono persone (i manager che viaggiano molto per lavoro ad esempio, o gli stessi piloti e le hostess) che fanno i conti con questi orari tutti i giorni. Ecco dunque quattro semplici consigli per ridurre al minimo la «botta» per combattere il fuso orario sul nostro organismo.

Leggi anche:  Come prevenire le malattie al seno

1 – Bere molta acqua ed evitare il consumo di caffè e di alcolici che sono sostanze psico-attive e interferiscono sulle percezioni del nostro organismo.

2 – Mantenersi attivi, passeggiare quando si arriva a destinazione: uscendo si è più esposti alla luce solare e ci si abitua più facilmente al fuso orario locale.

3 – Iniziare ad abituarsi al fuso orario d’arrivo qualche giorno prima di partire, avvicinando gradualmente i propri orari a quelli della destinazione.

4 – Resettare l’orologio man mano sull’aereo, correggendo l’orario di partenza con quello di arrivo. E’ un fattore psicologico che aiuta ad abituarsi già prima di essere arrivati.

Infine, non arrabbiarsi o dannarsi l’anima se si accusano i tipici sintomi da jet-lag: è normale provare malessere o nervosismo, inutile prendersela. Tanto vale sorriderci sopra e aspettare un paio di giorni, tutto tornerà nella normalità… fino al rientro!