Polemica tra la maggioranza di Chiamparino e il centro-destra in Consiglio Regionale. E al termine l’assessore Cerutti apre alla possibilità di un terzo centro di accoglienza regionale e la regione è la sola del Nord a non opporsi al prossimo piano governativo.

Acceso dibattito sul tema immigrazione nel Consiglio Regionale del Piemonte nella giornata di martedì 18 luglio. L’assessore regionale all’Immigrazione Monica Cerutti, ha risposto alla richiesta di comunicazione sul Piano nazionale per l’integrazione formulata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone. Non si è però potuto capire molto perché a Roma si sta ancora lavorando su questi temi. Secondo lo stesso Marrone il Piemonte st facendo delle scelte che predispongono all’arrivo di nuovi intensi flussi perché non si è schierato con Liguria, Lombardia e Veneto (regioni in mano al centro-destra) contrarie al piano governativo che sostanzialmente sarà una ridistribuzione delle migliaia di migranti arrivati sulle nostre coste. Il centro-sinistra piemontese ha risposto che non intende avvallare comportamenti razzisti e il dibattito è stato acceso. Si è intanto appreso che la Regione Piemonte potrebbe valutare l’aperuta di un terzo Centro di Accoglienza regionale, per bocca della stessa Cerutti.

“Quando abbiamo chiesto le comunicazioni in Consiglio Regionale dell’Assessore Cerutti sull’isolamento del Piemonte dalle tre principali Regioni del Nord che hanno ufficialmente rifiutato il “piano di integrazione” del Governo avevamo sentito puzza di bruciato … e avevamo ragione! Proprio oggi l’Assessore all’immigrazione della Giunta Chiamparino annuncia la possibile apertura di un nuovo terzo campo profughi in Piemonte, condannando di fatto la nostra Regione a caricarsi l’accoglienza delle migliaia di immigrati che Lombardia, Liguria e Veneto hanno coraggiosamente deciso di non accettare più” attaccano Maurizio Marrone (Consigliere regionale FDI-AN del Piemonte) e Augusta Montaruli (Esecutivo Nazionale FDI-AN), che annunciano: “Confermiamo la promozione di un referendum regionale per vedere se i piemontesi condividono il buonismo di Chiamparino, ma non ci fermiamo qui: appena sapremo dove il centrosinistra intende imporre il nuovo campo profughi fonderemo comitati di protesta e impediremo questa inaccettabile invasione, insostenibile per la sicurezza ed il welfare piemontese. In vista per il PD subalpino vediamo una figuraccia pari a quella sullo ius soli”.

E sul delicato argomento aveva anche espresso la sua opinione il presidente dell’associazione dei Comuni piemontesi Alberto Avetta. Ospite di una nota trasmissione in onda sull’emittente di un circuito nazionale, Avetta ha rivendicato il ‘modello Piemonte’, basato su un’intesa proficua tra Sindaci, Prefetti e Regione. “Intesa che ha un presupposto fondamentale – ribadisce Avetta – il confronto istituzionale e il dialogo costante tra Sindaci e Prefetti, dove nulla viene imposto dall’alto ai Comuni che accolgono. Il Piemonte sta facendo più della sua parte e i Sindaci stanno lavorando bene, alcuni meglio di altri. Ora occorre agire sui flussi migratori”.