Dura requisitoria del deputato Cinque Stelle Mirko Busto

Il Governo e Sogin non offrono soluzioni accurate, ma solo un grande caos, e a rimanere con il cerino in mano dei depositi già esistenti per lo più a Saluggia e Trino. E’ questo in sintesi il giudizio che il Movimento 5 Stelle, tramite il parlamentare vercellese Mirko Busto dà del Programma Nazionale per la gestione delle scorie nucleari.

Ecco il testo della presa di posizione del parlamentare

“Un piano incompleto e insoddisfacente. Ecco cosa emerge dalle nostre osservazioni sul Programma Nazionale sulla gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi italiano, osservazioni che potevano essere presentate entro questo 13 settembre. Abbiamo steso un documento in cui analizziamo le criticità e manifestiamo il nostro scetticismo. Un programma che presenta molte lacune e che già accusa i colpi degli innumerevoli ritardi che gravitano intorno all’intera procedura: dalla pubblicazione della bozza provvisoria a quella del programma definitivo e degli altri documenti per la consultazione pubblica. Tra le criticità che abbiamo riscontrato ecco le quattro più preoccupanti a nostro avviso: non si fa riferimento alla minimizzazione della produzione futura di rifiuti radioattivi, risulta inoltre poco chiaro l’obiettivo della programmazione e i mezzi per raggiungerlo, mancano informazioni specifiche sul Deposito Nazionale, in merito alle sue caratteristiche, all’impatto ambientale e alle possibili alternative rendendo poco attendibile ogni tipo di analisi di valutazione sugli impatti. Infine, nel programma non vengono indicati i rifiuti radioattivi detenuti dalle forze armate, né a livello di stime né su come il “programma nazionale” voglia gestirli.”.

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Busto aggiunge: “E pensate che queste sono solo una minima parte delle diverse criticità che abbiamo individuato. Tutto questo non solo rimarca ancora una volta il livello di impreparazione del governo nella gestione della sicurezza nazionale: non fornendo una rassicurante messa in sicurezza delle scorie (lasciando i rifiuti in siti non idonei e non prevedendo una reale alternativa allo stoccaggio di quelli ad alta intensità) dimostra lo scarso interesse o la leggerezza nel tutelare la salute dei cittadini, che rischiano di essere esposti a pesanti rischi, soprattutto in Piemonte dove sono custodite e a oggi la quasi totalità delle scorie italiane”.

In allegato un più organico documento con tutte le criticità del progetto.