Nota ufficiale del resopnsabile nazionale Ambiente, Gian Carlo Locarni

Riceviamo e pubblichiamo

«Stante il perdurare della situazione vercellese relativamente alla raccolta rifiuti ed alla pulizia delle strade, come sezione cittadina della Lega Nord, e per il tramite del consigliere comunale Alessandro Stecco, abbiamo provveduto, già dal mese di gennaio ad effettuare tutta una serie di specifiche verifiche per comprendere al meglio la situazione e, soprattutto, chi deve fare cosa e come. E’ importante evidenziare da subito che il compito, già di per se complicato, è risultato ancor più gravoso a causa del netto ostruzionismo operato dai responsabili comunali interpellati con gli accessi agli atti. A titolo di esempio si rileva che dal primo nostro accesso agli atti (18 gennaio) il comune dopo 40 giorni, e la legge ne prevede 30, non aveva ancora ottemperato e solo dopo ripetuti solleciti ci fece aver copia dei contratti che però erano carenti di tutti i disciplinari tecnici che nei medesimi erano dichiarati “allegati quale parte integrante e sostanziale”. E’ quanto meno curioso che alla Lega Nord siano stati omessi documenti dichiarati allegati ai contratti. Malgrado però il suddetto tentativo di ostruzionismo siamo riusciti ad elaborare un quadro parziale della situazione che, in attesa di ricevere la documentazione mancante, ha destato negli esponenti della sezione non pochi dubbi sul sistema generale oggi in piedi. Entrando nel merito si osserva che l’attuale servizio erogato alla città nasce da un contratto stipulato il 22 gennaio 2003 e poi integrato con servizi e canoni negli anni 2009, 2010 e 2011. Guardando le cifre abbiamo rilevato che nel 2016 il solo servizio di raccolta (escluso lo smaltimento) è costato circa 120 € per singolo abitante (46.600 abitanti vercellesi). Come paragone si voglia considerare che i Comuni della pianura vercellese, facenti parte del consorzio Covevar, hanno pagato nello stesso anno circa 83 euro ad abitante per il servizio di raccolta e il sovrapprezzo risulta ancor più ingiustificato se si considera che nei paesi intorno alla città da anni è già attivo il porta a porta integrale mentre a Vercelli la raccolta di plastica vetro e lattine viene svolta con il sistema di prossimità, modalità di raccolta sicuramente meno onerosa. A questo va aggiunto che con il Covevar la raccolta del verde è compresa nel servizio (mentre a Vercelli è considerata servizio extra a pagamento), i lavaggi dei contenitori sono più frequenti e sono attivi altri servizi collaterali come la raccolta ingombranti porta a porta e l’ecomobile. Appurato il maggior costo a scapito di minori servizi abbiamo verificato puntualmente i contratti in essere ma quanto riscontrato ci ha lasciato ulteriori dubbi. Nel contratto del 2003, contrariamente a quanto affermato da una recente nota stampa, viene indicata al punto 2.4 e 2.5 l’attività di diserbo, taglio ed eliminazione delle erbe infestanti dalle sedi stradali e dai marciapiedi, sembrerebbe evidente che tale attività quest’anno non sia stata eseguita in tutto o in parte e allo stesso modo non ci è stata fornita alcuna documentazione contrattuale che esulasse Atena dallo svolgimento di tale mansione, anzi nelle integrazioni contrattuali successive, che non toccavano argomento verde e spazzamento, veniva chiaramente affermato che: “restano confermate tutte le altre previsioni di cui al contratto di servizio del 22 gennaio 2003”. Altra importante criticità si rileva nel servizio di spazzamento manuale e meccanizzato delle strade. Il contratto siglato nel 2003 (e ad oggi ancora in vigore) prevede lo spazzamento con frequenza giornaliera nel centro storico, trisettimanale nelle zone adiacenti e bisettimanale in periferia con una lunghezza della rete da spazzare di 120 Km è un indice minimo di spazzamento pari a 25 ore/anno/km, e cioè un impegno “minimo” di 3000 ore/anno (120*25). Considerato che 3000 ore annue corrispondono a 2 operatori full time è evidente che l’impegno minimo NON è in grado di soddisfare le frequenze previste…a meno che Atena di sponga di operatori con il dono dell’ubiquità!!! Ciò detto gli scriventi non hanno memoria (ad eccezione dei viali) di interventi di spazzamento meccanizzato nel centro storico, e qui ci si pone pertanto una domanda… I mezzi sono dotati di rilevatore satellitare? Come può il comune verificare se e quando tali interventi vengono eseguiti? Ma andando avanti altre anomalie fanno porre ulteriori quesiti. Con lettera Prot n° 0033092 del 12/07/2017 a firma dell’Arch. Patriarca il nostro consigliere Stecco veniva informato che il comune di Vercelli NON incassa contributi Conai per le raccolte differenziate perché gli stessi sono introitati esclusivamente da Atena. In soldoni possiamo parlare di circa 700.000 €/anno, soldi di cui vengono privati i cittadini e che idealmente aumentano il costo abitante anno da 120 a 135€…Nel Covevar i contributi conai sono incassati dal consorzio ed utilizzati per mitigare i maggiori costi della raccolta differenziata. Per inciso se si considerano anche gli smaltimenti il costo annuo per abitante del 2016 è stato complessivamente pari a circa 170 €/abitante, circa 70€ in più rispetto al costo dichiarato dal Covevar nel 2015.  Ma oltre alla mera questione economica si deve evidenziare ben altra anomalia. Il contratto integrativo del 2009, che iniziava gradualmente al passaggio verso il porta a porta cita all’art.7: “le parti concordano che i corrispettivi sopra indicati verranno ridefiniti qualora il valore della raccolta differenziata superi l’obbiettivo del 45%, nel qual caso i vantaggi conseguenti dai minori costi di conferimento del rifiuto indifferenziato e dai maggiori contributi derivanti dal conferimento del rifiuto differenziato verranno condivisi fra le parti stesse in egual misura”. Con le sommarie informazioni a disposizione abbiamo provato ad ipotizzare tale riduzione economica riuscendola a quantificare in una cifra compresa tra i 350.000 ed i 700.000 € ma per contro nei documenti ricevuti non vi è indicazione puntuale di alcuna decurtazione ai sensi del succitato art. 7. La domanda risulta pertanto dovuta e abbastanza ovvia….ma il comune che è passato dal 45 al 70% di RD ha o non ha mai beneficiato di tali vantaggi economici? Ma altre anomalie si ravvisano altresì nel contratto integrativo siglato nel 2011 che organizza il servizio così come lo vediamo oggi. Nello stesso veniva previsto il potenziamento dei punti di prossimità di plastica e vetro fino ad un massimo di 700…ma complessivi o in più rispetto ai già presenti? La frase risulta in effetti poco comprensibile e allo stesso tempo potrebbe dare un’immediata giustificazione all’attuale problema dei cassonetti della plastica che strabordano per la città… 700 contenitori da 1100 lt forniscono un volume utile di 770.000 lt,,,se consideriamo ad utenza (e stiamo bassi) una produzione di 60 lt a settimana di plastica appare evidente che l’attuale volumetria può servire circa 12.000 utenze….e a Vercelli sono almeno il doppio e questo spiegherebbe, almeno in parte, come mai i cassonetti della plastica sono sempre pieni con relativo spettacolo indecoroso per la città. Oltre a questa mera disgressione progettuale nel contratto si è altresì riscontrato che l’art.2 prevede per i contenitori dell’indifferenziato: “la dotazione dei medesimi con transponder al fine di poter misurare i quantitativi di rifiuto prodotti dalla singola utenza”. Ci si chiede pertanto che fine abbia fatto questa innovazione tecnologica che, tanto o poco, avrà comunque pesato nel piano economico finanziario proposto al comune e perché non sia stata già utilizzata anziché sperimentare al rione Cappuccini il c.d. “sacco conforme” che ha comportato nel 2017 un ulteriore incremento di costo superiore a 8.000 €. Si vorrebbe discutere altresì dell’integrazione contrattuale per lo spazzamento neve e la distribuzione dei cloruri ma per non annoiare il lettore si basti pensare che è previsto un sistema di conguagli sulla base di quello che a fine anno dichiara la stessa Atena… (dichiara o dimostra?) In base a quanto si è cercato di riassumere appare evidente che la situazione dei servizi affidati ad Atena sia tutto salvo che cristallina (vedi omissioni documentali) ed economica (vedersi dichiarazioni Portinaro) E’ infatti il Presidente del Covevar, in una conferenza stampa, ad ammettere che, nella provincia, il costo pro capite per i servizi di raccolta e smaltimento è pari a 100€/anno, ovviamente al netto dei contributi dei consorzi di filiera, e lo stesso Portinaro riconosce che il costo nella cintura piemontese è di circa 145 €/anno pro capite mentre la media piemontese si assesta sui 160 €/anno.Sulla base dei nostri calcoli per il comune di Vercelli invece, al lordo (perché li incassa Atena) dei contributi Conai, la spesa pro capite annua siassesta su 170 €…e a detta di Atena (o Iren) non abbiamo neanche diritto al taglio ed al diserbo dell’erba su marciapiedi e strade!!! Ovviamente, anche in relazione alla carenza documentale subita, i riscontri qui fatti devono essere tenuti con le dovute cautele ma ciò nonostante parrebbe evidente che i rapporti intercorrenti tra Atena e comune sono soggetti ad una gestione, si perdoni il termine, “allegra”. E’ evidente che la giunta Forte, oltre ad approvare una, a nostro avviso, scellerata cessione di quote di Atena che gli ha fatto perdere il controllo societario, sta mancando di tutti i relativi controlli con relativo danno a carico della cittadinanza che si vede costretta a pagare un servizio costoso per non ricevere la contropartita in termine di ordine e pulizia della propria città. E se invece è la sezione cittadina della Lega Nord ad aver equivocato, qualcuno dovrebbe altresì spiegarci come mai nella raccolta di carta e cartone si vedono in azione camion ed operatori della Cooperativa Andromeda quando invece la stessa Atena dichiara di NON aver in essere contratti di sub appalto. E come mai anche il comune non ha in essere contratti con la Cooperativa Andromeda per tale servizio? Si vuole forse dover supporre che un’azienda operi in un appalto pubblico senza gara, senza autorizzazione, senza contratti forniti alla stazione appaltante e quant’altro disposto dalla normativa nazionale? Eppure ai tempi fu lo stesso assessore Remo Bassini a rilasciare ai giornali una dichiarazione, mai smentita, dove affermava che ogni giorno oltre al personale Atena lavorano circa 10 dipendenti cooperativi…. stante quanto riscontrato al momento cominciamo a capire la natura di tale ostruzionismo e forse è arrivato il momento che altre istituzioni prendano cognizione della situazione; dal canto nostro come Lega Nord continueremo nella lotta a difesa dei cittadini e delle loro finanze…oggi parrebbe messe a dura prova da questa giunta»

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Giancarlo Locarni (responsabile Nazionale Ambiente Lega Nord)