Sciopero scuola 8 gennaio: riguarderà solo una porzione dello staff scolastico e solo le scuole Infanzia e Primarie.

Sciopero scuola 8 gennaio, la realtà

La notizia è vera: i Cobas hanno indetto insieme ad altre otto sigle uno sciopero l’8 gennaio per protestare contro la sentenza del Consiglio di Stato che metterà a rischio il posto di lavoro di decine di migliaia di docenti con titolo  Magistrale.

Vacanze allungate… ma forse no

Vacanze allungate di un giorno quindi per studenti, maestre e professori? E “panico” per le famiglie? In realtà l’agitazione riguarda una solo parte dello staff scolastico che ha frequentato le Magistrali prima della riforma.

Verificate scuola per scuola

Sono circa 50 mila i maestri della materna e della primaria che sono nelle graduatorie ad esaurimento e che rischiano la cancellazione. Un nostro sondaggio indicativo tra gli insegnanti, al momento, segnala che ci saranno astensioni dal lavoro anche a Vercelli e dintorni, ma l’entità dello sciopero dovrebbe essere assai relativa.

Riproponiamo in proposito il servizio uscito sul cartaceo martedì 2 gennaio.

Beffardo regalo di Natale

Prima di Natale il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza con la quale viene revocato agli insegnanti con diploma magistrale (quelli cioè che insegnano nelle scuole Infanzia e Primarie, il diritto di essere nella Graduatoria ad Esaurimento (GaE). Il diploma magistrale però, conseguito entro l’anno 2001-2002, ha, a tutti gli effetti, valore legale e abilitante per l’insegnamento.

Subito divampata la protesta

Per cui fra i circa 50-60.000 diplomati magistrali in questa situazione è divampata subito la mobilitazione, perché l’eventuale “rivoluzione” nelle liste della “Graduatoria a Esaurimento” potrebbe privare del lavoro migliaia di insegnanti.
Per questo motivo c’è già stata una manifestazione regionale. Nella la mattinata del 27 dicembre gli insegnanti piemontesi si sono mobilitati a Torino, dove sono stati ricevuti presso l’USR di Torino. Erano presenti rappresentanti di Cub e Cobas di Torino e docenti Diplomati Magistrali. Ora la protesta si sposta a Roma dove l’8 gennaio si replicherà la protesta e ci sarà lo sciopero nazionale.

Le ragioni degli insegnanti

“Molti maestri – spiegano in un comunicato i docenti piemontesi che hanno aderito alla protesta – dopo 10-15 anni di precariato, hanno superato brillantemente un duro anno di prova, firmando un contratto a tempo indeterminato che, grazie a questa decisione, ora vale meno della carta straccia. Tanti altri, invece, sono stati costretti a lasciare un posto sicuro nella scuola paritaria per evitare di essere depennati dalla graduatoria. Chi è entrato in ruolo nell’anno scolastico 2015/2016 non ha potuto accedere al concorso 2016. Questo poiché il modulo on line li considerava già a tutti gli effetti personale a tempo indeterminato e non permetteva di compilare l’iscrizione al concorso.

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E ora? Come contentino ci permettono di terminare l’anno scolastico eppoi ritorneremo precari nelle Graduatorie di Istituto a far supplenze, impedendo così la continuità didattica con i nostri bambini. La sentenza quindi non solo ribalta in maniera inspiegabile tutti i giudizi precedenti… Crea una disparità di trattamento tra i Diplomati Magistrali che hanno ottenuto il ruolo definitivo e coloro che se lo vedono strappare via”.

La posizione della Cisl Scuola

Sull’argomento abbiamo sentito il parere di Elisabetta Ronco Segretario generale aggiunto Piemonte orientale di Cisl Scuola, competente per la zona di Vercelli.
“E’ effettivamente una situazione seria – esordisce – anche perché la sentenza incriminata è stata pubblicata poco prima di Natale a mo’ di beffardo regalo. Come Cisl ma anche gli altri sindacati maggiori siamo naturalmente impegnati per l’unica soluzione possibile. Deve cioè essere il Governo a trovare una soluzione legislativa idonea. Per effetto della “Buona Scuola” oggi nelle Scuole Infanzia e dell’Infanzia ci sono insegnanti privi del titolo di accesso”.

In sospeso anche il contratto

In ogni caso oggi, martedì 2 gennaio, i nostri referenti nazionali avranno un incontro alla sede centrale del Miur per l’altra spinosa questione del rinnovo del contratto, perché i lavoratori della scuola, al contrario degli altri statali ancora non l’hanno avuto. I nostri rappresentanti porranno sul tappeto anche questa questione.

Vanno dette però due cose, la prima è che fino a quando non vengono indette “udienze di merito” questa decisione del Consiglio di Stato non ha effetto e per il nostro territorio questa “udienza di merito” non è stata fissata e non lo sarà presumibilmente prima della fine dell’anno scolastico. Se il Governo vuole, anche nella condizione attuale, può intervenire ed è quello che cercheremo di ottenere al più presto.

L’altra questione è che molti di questi insegnanti con diploma magistrale sono stati ammessi alla “Gae” con riserva, dunque sapevano che la loro posizione non è garantita. Con ciò noi siamo impegnati a evitare questa colossale beffa che se diventasse veramente realtà scatenerebbe un putiferio».