E l’azienda, secondo la Cgil, sarebbe in debito di circa 300.000 euro di stipendi e pagamenti non corrisposti alle cooperative che si sono alternate nel servizio.

La Sacal di Carisio continua a far discutere, questa volta non si tratta di ambiente, ambito in cui sono in corso procedimenti giudiaziari e c’è già stata una condanna in primo grado, ma sono i sindacati a denunciare la condotta dell’azienda, segnatamente la Cgil – Camera del Lavoro di Vercelli e Valsesia.

“In dieci sono rimasti senza lavoro e in attesa degli ultimi due mesi di retribuzione. Questa è la condizione dei soci-lavoratori addetti alle attività di pulizie industriali e civili della SACAL, azienda di Carisio dedita alla lavorazione dell’allumino. Un’azienda con un debito nei confronti dei 24 soci-lavoratori di 36mila euro di retribuzione riferita allo scorso novembre e 60mila a dicembre più tredicesima, oltre a 26mila euro di contributi previdenziali e 190mila euro dovuti alla Cooperativa vercellese ‘Il Giglio’, l’ultima subentrata, in ordine di tempo, nella gestione dell’appalto di pulizie. Sono state, infatti, molte le cooperative succedute nell’’appalto: cooperative nate e morte in brevissimo tempo, impotenti di fronte all’ingerenza di un committente che imponeva un basso salario ai lavoratori che trattava come propri dipendenti e non come soci di una cooperativa indipendente. Per non parlare degli stipendi pagati al rallentatore, delle mensilità non erogate e, infine una riduzione del personale di 4 unità, tra i quali il delegato sindacale, arrivata nel bel mezzo del contratto di solidarietà sottoscritto a giugno 2016”.

Leggi anche:  Presepe dell'accoglienza a Vercelli e Prarolo

Per parlare di questa situazione, e anche per illustrare il quesito referendario sulla responsabilità solidale negli appalti, che verte proprio sull’obbligo di mantenere i posti di lavoro nei cambi di appalto dei servizi, è stata convocata una conferenza stampa, martedì 31 gennaio, ore 12, alla Camera del Lavoro di Vercelli,