Natale della Luce un vero e proprio capolavoro degli studenti del Liceo Artistico Alciati e dei loto docenti.

Natale della Luce in San Vittore

Geometria e colori per dire tante cose in una forma apparentemente semplice.

Il presepe allestito in San Vittore e inaugurato nella mattinata di martedì 19 dicembre si presenta come un “recinto” a forma di ottagono. Otto pareti formate da quadrati di plastica trasparente, più di 1000, dipinto uno a uno a mano dagli studenti del Liceo Artistico Alciati che poi l’hanno assemblato.

L’ottagono è inscritto nel quadrato formato dai motivi del pavimento subito all’ingresso della ex chiesa di San Vittore, sopra di esso il cerchio della cupola  Il quadrato è la terra, il cerchio è simbolo della perfezione, della sfera celeste, del paradiso.

La figura geometrica dell’ottagono coglie la trasformazione da quadrato a cerchio. L’ottagono da una parte siamo noi che cerchiamo di perfezionarci e tendiamo a qualcosa di più alto.

Quel sole che non tramonta mai

Nel suo intervento il professor Diego Pasqualin, coordinatore del progetto, ha illustrato questi aspetti. Mettendo il Natale in un’ottica storico-filosofica, è il “Sole invictus” dei romani che si incarna in Gesù. E’ un passaggio dell’anno astronomico in cui dalla tenebra delle giornate più scure nasce la luce che trionferà in primavera.

L’ottagono, ha invece ricordato l’arcivescovo Marco Arnolfo, simboleggia l’ottavo giorno, che in teologia è la Resurrezione di Gesù quindi il “giorno della luce che non tramonta mai”. Tutto si tiene, dunque, in un’armonia che può disarmare, l’unica concessione all’iconografia tradizionale è l’ombra della “Sacra famiglia” che viene proiettata sul lato dell’ottagono che guarda l’altare.

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Ai ragazzi del Liceo Classico e Liceo Musicale è toccato l’onere della performance che ha caratterizzato l’inaugurazione. Semplice, ma efficace, con i personaggi del bue e dell’asinello che parlano del senso del Natale. Dietro di loro altri ragazzi con grossi pacchi in mano corrono di qua e di là senza una meta. E’ la metafora del Natale consumistico, svuotato di senso… Invece chi andrà in San Vittore ha anche alcuni banchi dove sedersi, fermarsi, meditare. Riandare con la memoria ai Natali del passato.

Insomma un’operazione globale che ha coinvolto a pieno l’Istituto Superiore Lagrangia.

Come ha sottolineato il dirigente scolastico Giuseppe Graziano.

Hanno seguito i ragazzi nella realizzazione dell’installazione con Pasqualin le docenti Fontanesi, Barone e Vitti Per la parte performativa, curata dalla professoressa Carla Barale, sono stati coinvolti gli allievi della classe prima BC del Liceo Classico e la quarta Liceo Musicale per la colonna sonora e il coro.

Da segnalare la collaborazione dell’ufficio Beni Culturali della Diocesi diretto da Daniele De Luca che ogni anno mette a disposizione la “location” e il Comune di Vercelli che ha dato il patrocinio all’iniziativa ed era rappresentato dall’assessore Andrea Raineri.

Resterà aperto fino al 6 gennaio tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30 nella ex chiesa di via largo d’Azzo, chiusure solo il 25 e 31 dicembre e il 1° gennaio.

Ecco la gallery dell’inaugurazione. GUARDA ANCHE IL VIDEO