Esuberi alla Sicor-Teva: a rischio posti di lavoro. Si parla di 21 esuberi nello stabilimento di Santhià solo nel settore della ricerca.

Esuberi alla Sicor-Teva: a rischio posti di lavoro

Il sindacalista Luciano Rimoli, Segretario Organizzativo Territoriale UILTEC Biella Vercelli (nella foto una passata manifestazione) comunica una grave crisi occupazionale allo stabilimento farmaceutico “Sicor” di Santhià, che fa parte della multinazionale “Teva”

“La multinazionale vede sparsi per il mondo diversi stabilimenti – scrive Rimoli – fra i quali anche la sede di Santhià.

L’azienda ha proclamato, mediante il CEO Kare Schultz, un grande piano di ristrutturazione aziendale. Piano che prevede il taglio di 14.000 posti occupazionali a livello mondiale. Ciò per far fronte ad un indebitamento finanziario accumulato in questo ultimo periodo”.

“In Israele – continua il sindacalista – è stata tagliato il 50% (circa 3000 addetti). Così come è stata ridotta l’occupazione negli USA, ed ancora in corso in Messico e Portorico.

Per quanto riguarda l’Europa, si sta ancora discutendo sulle iniziative da intraprendere ma sono già state effettuate riduzioni in Bulgaria e Polonia.

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In Italia lo scorso 7 marzo è stata avviata la procedura per tagliare un esubero di 47 lavoratori più 3 Dirigenti in tutti gli stabilimenti italiani. La maggioranza si concentra nelle attività di ricerca a Santhià (21 lavoratori impegnati nella ricerca) e il dimezzamento nello stabilimento di Rho, per un totale di 33 posizioni.

Le altre 14 riduzioni sono individuate in altre posizioni lavorative nei siti di Bulciago, Rho e Santhià”.

Rimoli conclude: “Ancora una volta sottolineiamo la incompressibilità di una riduzione di personale nei siti Italiani e a maggior modo nello stabilimento di Santhià, visti i positivi risultati produttivi ed economici raggiunti nello scorso anno”.