Aumenti autostrade i trasportatori: “costi insostenibili”. L’analisi di Confartigianato Piemonte.

Aumenti autostrade i trasportatori: “costi insostenibili”

L’aumento delle tariffe dei pedaggi autostradali è un’ulteriore botta per le imprese ed in particolare per quelle di trasporto. E Ecco come Confartigianato della Regione Piemonte commenta il “salasso”, concentrandosi in particolar modo sull’autostrada A4. Qui i pedaggi sono aumentati del 6,64%.

Rincari del 187% dal 2003 sulla A4

Dal 1999, anno in cui la società venne privatizzata, le tariffe al casello sono salite mediamente in Italia del 75%, in particolare sulla A4. “Per il nono anno consecutivo – denuncia Aldo Caranta vice Presidente nazionale di Confartigianato Trasporti e Presidente regionale degli autotrasportatori di Confartigianato – osserviamo consistenti rincari dei pedaggi autostradali. Questa tratta ha ancora una poco invidiabile posizione di privilegio.

Nel 2010 i rincari della A4 avevano superato il 15%. Per il 2011 sfioravano il 12%. Nel 2012 si attestavano oltre il 6%, nel 2013 l’aumento annunciato fu del 3%, nel 2014 l’incremento fu del 5,27%, contro una media degli aumenti del 3,9% circa. Nel 2015 la media degli aumenti registrati fu dell’1,32%, con la Torino-Milano quasi in linea con un incremento dell’1,5%.”

In pratica i pedaggi dei tratti autostradali A4 dal 2003 al 2016 sono aumentati del 187% e l’inizio del nuovo anno ha portato un ulteriore incremento di costi pari a 6,64%.

Leggi anche:  Lavoro offresi molte nuove richieste

Si registra anche un aumento significativo del 5,71% della Torino-Frejus, del 8,34 % della Torino-Milano e dell’1,72% della Torino Ivrea Valle d’Aosta. In particolare il tratto tra Aosta e Morgex gestito dalla Rav. Il raccordo autostradale Valle d’Aosta, ha subito un aumento di oltre il 52% passando dai precedenti 5,60 euro agli attuali 8,40 per poco più di 31 km di autostrada.

Aumenti che danneggiano gli autotrasportatori

“Si tratta di aumenti che danneggiano imprese e persone: imprese che devono muoversi per lavoro e che si vedranno ricaricare sui costi di materiali e servizi gli aumentati pedaggi; e i pendolari che quotidianamente percorrono le tratte autostradali per lavoro”.

“L’aumento delle tariffe – prosegue Caranta – va ad incidere pesantemente sull’autotrasporto, già in difficoltà per costi di esercizio elevati, tariffe che non arginano gli oneri delle imprese, costo del lavoro in aumento e concorrenza di vettori esteri. Gli aumenti decisi non tengono conto dell’andamento del mercato e della situazione di crisi economica che le imprese stanno attraversando. Sono decisioni prese sulla pelle degli utenti senza che migliorino i servizi offerti e nonostante i numerosi cantieri continuamente presenti sulla tratta”.

LEGGI ANCHE QUI