Teatro Borgosesia. A Casa Turcotti la penultima conferenza della storia dello storico Sociale

Teatro Borgosesia: il Sociale nelle parole della gente

Sabato 18 novembre si è tenuta a Casa Turcotti l’ultima conferenza sulla storia del Teatro Sociale di Borgosesia. L’ultimo dei quattro appuntamenti ha visto protagonista le interviste montate da Elisa Malvestito in un interessante documentario filmato: “Memorie salvate: il Teatro Sociale nei ricordi dei borgosesiani”. Si è data voce ad alcune persone scelte a campione tra coloro che affollano il mercato settimanale, mentre altre interviste più ampie sono state riservate a “protagonisti” della storia di Borgosesia. Persone che ebbero un ruolo nella Borgosesia del Teatro Sociale: da Riccardo Minoli a Ennio Oioli, da Scanavinoa  Gino Chiesa. E poi ancora: Angela Busti, Bianca Sezzano Franchi, Luigi Cappellaro, Ovidio Raiteri. Costoro hanno raccontato il “loro” Sociale, intersecandolo con le vicende di Borgosesia.

Il pubblico in sala

La testimonianza di Scanavino e Minoli

Discendente della famiglia che gestì il teatro per molti anni, Scanavino ha proposto un’inedita visione dall’interno. Ha altresì accennato anche al lungo periodo di precarietà vissuto dai gestori quando la famiglia Magni era intenzionata a cedere il teatro. Un altro scossone si ebbe con l’apertura del cinema Lux e di altre sale che riuscivano ad essere competitive. Con la costruzione della Pro Loco gli appuntamenti sociali si spostarono nella nuova struttura e il Teatro Sociale scivolò verso un ruolo sempre più periferico. Riccardo Minoli, imprenditore ha focalizzato il discorso sulla gestione economica del Teatro Sociale, ricordando l’apporto della Manifattura Lane. In molte interviste sono riaffiorate le eco di alcuni spettacoli e soprattutto l’atmosfera che si respirava in quella sala che era stata progettata come una piccola Scala. Grazie alle fotografie di Claudia Crolla è stato possibile rivivere anche gli ultimi giorni del Sociale, quando l’intera struttura fu demolita, lasciando un vuoto, non solo fisico, nella Città e nelle persone.

Il documentario di Elisa Malvestito

Prima della proiezione del documentario la regista Elisa Malvestito ha fatto alcune considerazioni stilistiche sul suo modo di lavorare e sul montaggio del documentario. “Ho cercato di contestualizzare le interviste e di far entrare metaforicamente le persone del pubblico all’interno del Teatro Sociale, facendo percepire quell’affetto che ancora oggi i borgosesiani nutrono per quel luogo-simbolo che oggi non c’è più”. Malvestito ha ringraziato la Società Valsesiana di Cultura per quest’opportunità che le è stata offerta, la coordinatrice del progetto Teatro Sociale, Sabrina Contini, che con la collaborazione di Maria Grazia Cappellaro e Silvia Franchi, ha creato una squadra di persone che hanno dialogato fra di loro diventando un gruppo di lavoro attivo, e soprattutto le persone che hanno concesso le interviste, molte delle quali erano in sala.

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La storia del teatro ricostruita da Sara Urban

Sara Urban, storica del teatro, ha ripercorso la storia teatrale degli anni Cinquanta-Sessanta, sottolineando come le persone intervistate attingessero a ricordi ormai molto lontani. Epoca in cui il teatro era un luogo particolare, punto di riferimento, spazio funzionale adibito a diversi usi, dalle feste agli eventi mondani, a spettacoli, al cinema. Come emerge ampiamente dalle interviste, gli spettacoli teatrali erano di vario genere e natura. Nel secondo dopoguerra arrivò il teatro musicale: opere e operette, che riscossero molto successo. Il teatro di rivista, il “varietà”, del quale uno dei protagonisti fu il torinese Macario, molte commedie musicali. Nel corso degli anni a Borgosesia arrivarono spettacoli di livello nazionale. Come “Arlecchino servitore di due padroni”, “Se questo è un uomo”, “Liolà”, Salirono sul palco grandi attori come Adriana Asti, Corrado Pani, Mariangela Melato, Turi Ferro. Il teatro Sociale restava fedele ai principi enunciati al momento della sua nascita: istruire e divertire.
Ultimo appuntamento a Casa Turcotti per raccontare la storia del Teatro Sociale di Borgosesia: domenica 26 novembre, alle ore 17, rivivrà l’atmosfera delle serate anni Quaranta in Valsesia, Sociale compreso, con musiche e racconti, tratti dal volume: “C’è una chiesetta….” di Conserva – Orsi, con l’intervento della band di “Perduto amore…..”. Saranno riproposte attraverso la musica le vicende di Dea Garbaccio, Nella Colombo, Luciano Tajoli, del Trio Lescano, delle orchestre di Angelini e Mojetta, e dei tanti musicisti locali.