Taumaturgiche siringhe e il bidet della Regina Margherita. Anteprima della mostra che si inaugura al Museo Leone sabato 14 aprile.

Taumaturgiche siringhe e il bidet della Regina Margherita

Il bidet da viaggio della Regina Margherita di Savoia

Una mostra “eccentrica” come la collezione che il farmacista di Gavi Carletto Bergaglio ha raccolto durante la sua vita, acquistando in tutto il mondo non già preziosi dipinti… ma pitali, siringhe per clisteri et similia.

Ma se appena ci si sofferma, guidati dall’ottima ed esauriente cartellonistica ecco che emerge il vero significato di “Taumatrurgiche siringhe”.  ci porta a metà Ottocento e anche prima.

Tempi in cui la medicina non era ancora una scienza vera e propria, ma conservava qualcosa di sciamanico. Se si pensa che i vari marchingegni, con beccucci in metallo, dovevano essere introdotti nelle parti intime. Con successivo “pompaggio” di grandi quantità di liquido. In tal modo si ha la dimensione di quanto progresso si è compiuto.

L’uso massiccio di quei “rimedi” è molto ridotto, perché sono migliorate le condizioni di salute intestinale e generali. Allora queste “siringhe” venivano usate con scarsissima igiene e più che guarire portavano infezioni e complicazioni, come i veleni allora ampiamente usati in farmacia.

Sabato l’inaugurazione

La mostra sarà inaugurata sabato 14 aprile alle ore 17 a invito. E’ organizzata congiuntamente dal “Leone” e dal Museo della Farmacia “Picciòla” di Vercelli.

Interverrà il professor Giovanni Cipriani, docente di Storia Moderna presso l’Università di Firenze che terrà la prolusione inaugurale.

Dopo aver visitato la mostra trasferimento in via Galileo Ferraris 24 al Museo della Farmacia “Picciòla” per una breve visita a cura del dottor Carlo Bagliani, curatore del Museo.

La mostra al Museo Leone sarà visitabile a partire da domenica 15 aprile fino al 14 ottobre nei consueti orari di apertura: da Martedì a Venerdì dalle 15 alle 17.30. Il Sabato e la Domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

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La visita alla mostra costa 7 euro a biglietto intero; 5 euro ridotto.
Ingresso libero per i possessori di Tessera Abbonamento Musei Piemonte

Per le scuole di ogni ordine e grado e per gruppi di almeno 10 persone. Sono possibili visite guidate su prenotazione anche in abbinamento al Museo della Farmacia “Picciòla”.
Per informazioni: 0161.253204, 3483272584 oppure scrivendo a: info@museoleone.it; didattica@museoleone.it.

Il clistere fu inventato da un vercellese

Tornando a quanto visto nella visita in anteprima per la stampa, mentre ancora si finiva l’allestimento, avrete modo di scoprire diverse chicche, intanto la diffusione pazzesca del “pitale” od “orinario”.

Da quelli semplici che usavano ancora fino a non pochi decenni fa i nostri nonni, alla ceramiche raffinate e decorate di nobili e possidenti… per i bimbi non c’era il “vasino” ma graziose “colombine”.

Altre curiosità in ordine sparso, un coccodrillo imbalsamato, che pare fosse molto in voga esporre nelle farmacie, la scoperta che l’inventore del “clistere” nella forma moderna fu un medico vercellese!

Per la precisione tale Marco Gattinara (o Gatenaria) che scrisse nel XV secolo addirittura un “Trattato de Clisteribus” e perfezionò lo “strumento”.

Il clistere allora non veniva prescritto solo per migliorare l’incarnato e per pratico per nulla mediche come per il “battesimo intrauterino” del feto e anche come ausilio per gli esorcisti…
La collezione annovera clisteri in peltro, metallo e legno databili tra il Sette e il Novecento, diurni e notturni (con tanto di candela).

E ancora pitali in vetro e ceramica delle più ricercate manifatture, quaresimali, pappagalli, comode, il bidet da viaggio della Regina Margherita, libri e trattati. Da visitare.