Gaudenzio Ferrari: emozionante inaugurazione. Le autorità e i primi gruppi in Arca.

Gaudenzio Ferrari: emozionante inaugurazione

I primi visitatori, a piccoli gruppi, sono transitati in Arca per ammirare la tappa vercellese de “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari”. Era da anni che piazzetta San Marco non mostrava un colpo d’occhio di persone in paziente attesa di gustare un evento di grande respiro.

Prima dell’ingresso hanno parlato il sindaco Maura Forte, l’assessore Daniela Mortara, l’assessore Regionale alla Cultura Antonella Parigi, l’arcivescovo padre Marco Arnolfo, la coordinatrice del progetto complessivo  Simona Ricci che ha curato da vicino insieme al Comune di Vercelli la parte di Arca. Il curatore Giovanni Agosti ha trattato nel dettaglio lo spirito dell’esposizione che ha avuto un mentore nel professor Gianni Romano, il massimo esperto di Gaudenzio, presente alla cerimonia, è stato quello di affidare buona parte dell’aspetto scientifico, di ricerca e anche di comunicazione a giovani studenti universitari e che questa  mostra vuole proporre un Gaudenzio sempre attuale, visto anche con occhi moderni.

Una  visita meditata

Prima della cerimonia ufficiale, in mattinata, abbiamo potuto visitare l’allestimento con la guida dell’altro curatore  Jacopo Stoppa. Di seguito le impressioni e due video in cui è lo stesso Stoppa a parlare di due dei dipinti più importanti dell’esposizione vercellese.

Un’Arca immersa nella penombra, con un percorso completamente rifatto, un po’ un labirinto in cui le luci toccano solo le tavole e le pale d’altare del grande maestro e di altri suoi allievi o contemporanei. Un percorso intimo, quasi claustrale, perché parliamo comunque di arte Sacra. Non c’è niente di profano, tutto si riconduce alla grande narrazione delle Scritture o alle vite dei santi.

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Due le opere “star” dell’allestimento “L’adorazione del bambino” da Sarasota (Ringling Museum) che ha una storia in parte ancora misteriosa perché scompare ad un certo punto e poi viene acquisita da questo Ringling per la sua collezione. Non è un collezionista qualsiasi è nientemeno che l’uomo che ha inventato il “Circo Barnum”. L’altra è la “Pietà” dal museo di Budapest, con davanti il suo cartone preparatorio.

Massiccia la presenza di “wall-screen” multimediali perché questa mostra, tassello centrale di un trittico con Varallo e Novara, non si comprende se non si viene a conoscenza del mondo che gira attorno alla bottega di Gaudenzio. Per questo non è “solo” l’arte di Gaudenzio ma il “Rinascimento di Gaudenzio”, ovvero come Vercelli e i territori gemelli pensavano e organizzavano. Scopriamo così che Vercelli era un crocevia di pittori e botteghe e Gaudenzio divenne il fulcro di tutto ciò. Intanto l’idea dell’arte cambiava. Non si poteva uscire dal seminato religioso perché i committenti quello volevano, ma  si comincia a respirare un’aria nuova, meglio c’è una luce nuova. Un po’ debitrice di Leonardo, un po’ di Raffaello e altri grandi. E’ la luce che dobbiamo cogliere, il respiro, l’apparato scenografico delle composizioni. I dettagli. Per questo è un percorso da compiere preferibilmente in visite guidate, in ogni caso arrivando preparati.

L’Adorazione del Bambino di Sarasota

La pietà di Budapest e il suo “cartone”

Segue Gallery inaugurazione