Gaudenzio Ferrari: si inaugura la super mostra. Grande attesa per l’evento in Arca.

Gaudenzio Ferrari: si inaugura la super mostra

Domani, venerdì 23 marzo, alle ore 17,30 Arca si mostrerà a vercellesi e ospiti completamente trasformata, in modo da ospitare al meglio la seconda parte dell’esposizione su tre sedi: Varallo, inaugurata oggi, e Novara (che aprirà sabato 24).

La tappa della “maturità” del maestro che a Vercelli realizzò la sua “cappella Sistina”, affrescando San Cristoforo.

Da sabato 24 sarà aperta al pubblico. E ci sarà pure un annullo filatelico.

A mò di invito a non aspettare per godere di queste meravigliose opere ecco quanto scritto dal nostro giornale lunedì in merito.

Dal 24 marzo al 1° luglio

Vercelli è una delle tre sedi e racconta la maturità di Gaudenzio, a Varallo le opere della giovinezza, esposte alla Pinacoteca, a Novara gli anni finali della sua vita, nel centralissimo Broletto.
Uno sforzo notevole quello profuso dalla Regione Piemonte e dei curatori Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, con la supervisione di Gianni Romano, insigne studioso che è il massimo esperto dell’artista.
In Arca gli anni cruciali.

Alcune anticipazioni sui tesori da vedere

Ed è proprio Jacopo Stoppa a darci qualche anticipazione. «A Vercelli raccontiamo gli anni della maturità del maestro – spiega – quindi gli ambienti di “Arca” sono stati allestiti con un colore caldo, una tonalità di marrone.

A Varallo domina invece il bianco delle nevi, la giovinezza. Per Novara un colore più scuro, per gli anni finali della sua vita.

Per quanto concerne le opere di spicco che vedranno i vercellesi, la più prestigiosa è certamente la natività che viene da Sarasota, di grande interesse pure la ricostruzione del Polittico di Romagnano. In Arca ci sarà anche un inedito “dialogo” tra la rara tavola della “Pietà” proveniente da Budapest e uno dei cartoni preparatori custodito dalla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino. Spazio anche agli artisti vercellesi coevi, che ebbero contatti con Gaudenzio, ad esempio Eusebio Ferrari e Gerolamo Giovenone, la cui famiglia, peraltro, forniva le cornici a Gaudenzio».

La narrazione di una vita

Una mostra che riunisce i frammenti dispersi di questo grande maestro?
«Sì, questo è certo un aspetto.

Nel complesso il progetto si configura come la storia della vita di Gaudenzio, attraverso i luoghi in cui ha operato e le opere che ci ha lasciato.

Un percorso molto didattico, che sarà potenziato da un ricco apparato multimediale e da una serie di contenuti, anche attraverso delle apposite app».
A Vercelli, in particolare non si potrà dire di aver davvero capito qualcosa senza visitare la chiesa di San Cristoforo che è la “cappella Sistina” di Gaudenzio. Affreschi che narrano un’epoca che ha trasformato il mondo, non solo la storia dell’arte. Utile pure la visita alle mostre allestite al Museo Borgogna.

Le altre location

E nelle altre sedi, quali sono le chicche?
«A Varallo si parla degli anni giovanili, da quando Gaudenzio entra nella bottega di Stefano Scotti fino ai primi capolavori. Di assoluto valore è “L’annunciazione” che arriva dalla National Gallery di Londra e che consentirà di ricostruire il polittico originale, insieme alle parti conservate dalla Galleria Sabauda di Torino.

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Altro polittico eclatante, ben 5 metri, è quello di Arona, sempre in mostra a Varallo. Un percorso che naturalmente si deve completare visitando il Sacro Monte. A Novara ci sono le grandi pale dalle chiese di Milano, dove Gaudenzio passò gli ultimi dieci anni di vita, lavorando per le principali committenze ecclesiastiche e private.

A Novara sarà esposta la “Passione”, di cui tratta pure il Vasari. E’ una delle ultime opere del maestro, che non ebbe modo di finire prima di morire nel 1546. Venne completata da un suo allievo».
A corredo della storica mostra (l’ultima risale al 1956 presso il Museo Borgogna) ci sarà un catalogo “monstre” di oltre 600 pagine, con documenti, il regesto, tutte le opere. Un volume che si avvale dell’imponente campagna fotografica di riproduzione dei quadri affidata a Mauro Magliani.

Una sfida da non perdere

La grande innovazione di Gaudenzio fu la “teatralità”, le sue composizioni non sono mai eteree, slegate dalla fisicità, ma portano chi osserva “dentro” le scritture. Con il dramma della passione o la gioia della maternità di Maria. L’arte si fa narrazione, con dovizia di particolari. E’ una trasformazione che convince e “cattura” gli altri artisti vercellesi e non solo.
Dunque non mancano i motivi di interesse, l’attesa è molta e lo sforzo merita certamente un seguito, specialmente per quanto concerne le visite scolastiche, più che mai adatte per mostrare ai ragazzi cosa fu il Rinascimento.

Informazioni

Le sedi espositive sono dunque: Arca, il Broletto di Novara e la Pinacoteca di Varallo. Aperture dal martedì alla domenica (10-18, ultimo ingresso ore 17.30). Aperture speciali: lunedì 2 aprile, 23 aprile e 30 aprile.

Il costo del biglietto per Arca è di 10 euro (8 ridotto), 4 euro per scolaresche e ragazzi 6-14 anni. Per la visita a tutte e tre le sedi biglietto cumulativo a 20 euro.

Le location vercellesi collegate: chiesa di San Cristoforo sarà visitabile martedì, mercoledì e giovedì 8-11,45 / 14,30 – 17,15; venerdì, sabato e domenica: 8-17.15.

Il Museo Borgogna, fino al 2 aprile dal martedì al venerdì: 14.30 – 17.30; dal 3 aprile dal martedì al venerdì: 15-18 (al mattino su prenotazione per scuole, gruppi e singoli). Sabato 14-18, domenica: 10-12.30 e 14-18. Aperture speciali: Pasqua e Lunedì 2 aprile, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno.

Per i costi di Varallo e Novara e altre info consultare: www.gaudenzioferrari.it

«Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari è un progetto promosso e sostenuto da: assessorato alla Cultura Regione Piemonte, con Comune e Pinacoteca di Varallo, Comuni di Vercelli e Novara, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione Cariplo e la partnership di Intesa Sanpaolo.
Organizzazione Abbonamento Musei. collaborazione di: Soprintendenza province Biella, Novara, Vercelli, Vco; Sacro Monte Varallo, Arcidiocesi di Vercelli e Diocesi di Novara.