Apoteosi clamorosa della kermesse Fattoria in città con il parco Kennedy invaso. 2-3000 persone forse di più.

Istrionico, rockettaro nato, quando sventaglia la fisarmonica sembra il Dylan dei tempi migliori invece è lui, l’unico inconfondibile cantautore napoletano che ha sempre cantato di un’Italia arraffona e furbastra (il gatto e la volpe evocati anche sul palco vercellese), degli ultimi, di disagio sociale. Ma sempre con ironia graffiante, da cartone animato. E al parco Kennedy ad ascoltarlo c’erano almeno tre generazioni… tutti stregati dal sound di Bennato. Una cosa così non si vedeva da tempo… Bennato ha suonato dall’album “Pronti a salpare”, metafora del presente delle migrazioni e dei barconi, altrenando in scaletta i tanti successi che l’hanno reso così amato da un vasto pubblico. La scommessa di Ascom, calata nello sconcerto di martedì, dopo il nubifragio, è stata vinta in pieno.