Controllo caldaia, suona la campanella. L’estate è finita e l’inverno sta arrivando. Tutti se ne sono accorti, anche per il brusco calo delle temperature registrato nelle ultime settimane. Basta magliette e polo, è ora di tornare a maglioni e scarpe pesanti. Oltre all’abbigliamento, però, il ritorno della brutta stagione porta con sé anche la necessità di riaccendere i riscaldamenti.

Una serie di operazioni

Ciò prevede una serie di operazioni che tutti siamo chiamati a fare, sia che in casa ci siano i caloriferi (e dunque la caldaia) sia che ci siano camini o stufe. In questo secondo caso le operazioni da compiere sono relativamente semplici e… fai-da-te. Sarà sufficiente pulire bene le camere ardenti (con spazzole, stracci, aspirapolvere) e le canne fumarie per permettere il tiraggio ottimale degli impianti. Più complesso e costoso, invece, il caso delle caldaie autonome a metano. Il controllo caldaia è indispensabile e consiste nella pulizia con relativo controllo dell’apparecchio secondo le attuali leggi e norme in vigore. Queste operazioni vanno eseguite una volta all’anno, come indicato dal libretto di istruzioni dell’apparecchio. L’obiettivo è scongiurare o prevenire danni ai componenti della caldaia stessa o peggiori imprevisti (incidenti). Da ottobre 2014 non è più necessario rilasciare il libretto di impianto della caldaia, così come descritto dal Dpr 74 del 2013 e dal Decreto ministeriale del febbraio 2014.

Il controllo caldaia

Per esempio la Regione Piemonte ha realizzato un Catasto degli impianti termici (CIT) allo scopo di organizzare, in modo completo ed unitario, i dati relativi agli impianti termici e di favorire l’attività di ispezione sugli impianti stessi in tutto il territorio regionale. Attraverso questo sistema informativo, gli operatori degli impianti termici adempiono agli obblighi amministrativi previsti dalle norme vigenti mentre le autorità competenti organizzano le attività relative alle ispezioni sugli impianti termici, adempiendo così agli obblighi di legge.

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Il Catasto online

Il Catasto è reso accessibile online anche a tutti cittadini, al fine di verificare la situazione del proprio impianto ed acquisire tutte le informazioni opportune in materia di impianti termici ed efficienza energetica. Molte ditte eseguono la manutenzione ordinaria sulle caldaie utilizzate per il riscaldamento, ma prima di chiamare per fissare un appuntamento il titolare dell’impianto deve comunicare i dati catastali necessari; poi solitamente sono gli operatori ad occuparsi dell’inserimento sull’apposito sito (www.sistemapiemonte.it) per regolarizzare la posizione.

Cos’è l’analisi dei fumi

Si tratta di un controllo che va eseguito una volta ogni due anni per le caldaie domestiche (ossia quelle sotto i 35 KiloWatt). Con viene valutato il livello di inquinamento delle emissioni ed il rendimento attraverso i valori che vengono allegati ai documenti della caldaia. Bisogna tener presente che il libretto di manutenzione della caldaia non è più obbligatorio. E’ sufficiente rilasciare al cliente copia dell’allegato su cui è indicato tutto sull’impianto termico. Sia la parte relativa alla climatizzazione (riscaldamento) sia quella relativa al ciclo dell’acqua calda (idraulica).

I costi e le multe

La sanzione per il proprietario o per l’inquilino che non provvede a far eseguire gli interventi di controllo e manutenzione è una multa che può variare da 500 fino addirittura a 3.000 euro. Il costo della manutenzione ordinaria a Torino e dintorni, per caldaie a metano inferiori a 35 kw, si aggira fra i 120 e i 150 euro; nelle zone più isolate della provincia e della campagna il costo può variare leggermente a seconda della distanza del manutentore. Si consiglia sempre di chiedere informazioni telefonicamente.