Comunicato del Sindaco in vista della “Festa del Sacrificio”

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A Santhià il sindaco Angelo Cappuccio, per evitare fraintendimenti, in vista della prossima ricorrenza islamica, la “Festa del Sacrificio”, che ricorre il 2 settembre, ha rivolto una lettera alla comunità islamica santhiatese (molto numerosa) per ricordare cosa prevede la Legge in materia. La macellazione di animali è vietata al di fuori di stabilimenti o locali riconosciuti. Unica deroga è la “macellazione domiciliare”, che è consentita solo per certi tipi di animali e numero di esemplari ridotto. Ma per poterla effettuare VA RICHIESTA UN’AUTORIZZAZIONE SANITARIA al Servizio Veterinario dell’Asl. IN MANCANZA DI AUTORIZZAZIONE la macellazione non si può fare, chi lo fa incorre in pesanti sanzioni.

Il comunicato del Comune di Santhià specifica: «I cittadini che intendano dar seguito alle tradizionali attività della “Festa del Sacrificio” sono tenuti a scelgiere una delle due soluzioni. 1) provvedere tempestivamente alla richiestra di autorizzazione ed allo svolgimento dei conseguenti adempimenti previsti; 2) rivolgersi alle macellerie autorizzate esistenti sul territorio (per un elenco di tali strutture, si suggerisce di rivolgersi all’associazione “Al Aman” (sig. Agaddou Mohamed cell. 380-7572223) e “Centro Culturale Islamico” Santhià (sig. Atich Omar, cell. 340-9068580, mail: omar.atich@gmail.com).»

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Per completezza questa “Festa del sacrificio” si celebra per ricordare un episodio biblico che è ben noto anche ai Cristiani, Dio chiese ad Abramo di sacrificargli il figlio Isacco come pegno di fedeltà. Il profeta venne fermato da un angelo e al posto del ragazzo sacrificò un montone. Da qui deriva la festa con il sacrificio di un animale che deve essere un ovino, un caprino, un bovino o un camelide.