Salvatore Vinci commemorato dai colleghi dell’Arma.

Salvatore Vinci ucciso 29 anni fa

Era il 28 gennaio 1989 quando l’appuntato Salvatore Vinci venne ucciso in servizio. Avvenne durante un conflitto a fuoco con tre rapinatori, che avevano assaltato un furgone postali ed erano stati intercettati sulla provinciale tra San Giacomo e Villarboit. In seguito, alla memoria del Carabiniere fu attribuita la medaglia d’oro al Valore Civile.

Salvatore Vinci, commemorazione, Vercelli

La commemorazione

Oggi, i Carabinieri di Vercelli hanno commemorato il suo sacrificio. Il sindaco di San Giacomo e il Comandante provinciale dei Carabinieri hanno deposto un cuscino di fiori alla sua lapide, che sorge nel punto dove fu ucciso. Nel pomeriggio, a Vercelli, in presenza della vedova, la signora Vanda Rege, del cognato, del Comandante provinciale Andrea Ronchey e di una nutrita rappresentanza di Comandanti e Carabinieri delle Stazioni della Provincia, i rappresentanti della Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Vercelli hanno deposto una corona d’alloro alla lapide commemorativa accanto al monumento all’Arma in piazza Amedeo IX.

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salvatore vinci, commemorazione, vercelli

Una Messa per l’appuntato Vinci

Nella chiesa di sant’Agnese, don Fabio Negri e il cappellano militare della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, don Saverio Finotti, hanno concelebrato una Messa in suffragio.

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Medaglia d’oro al Valore Civile

Nel corso della celebrazione è stata ricordata la motivazione con la quale è stata conferita la medaglia d’oro al valor civile all’appuntato Vinci il 19 aprile 1990: «Addetto al Nucleo Operativo di Gruppo, nel corso delle ricerche di tre malfattori che avevano rapinato un furgone postale, procedeva, unitamente a sottufficiale, al controllo degli occupanti di due autovetture, dai quali veniva improvvisamente fatto segno a proditoria azione di fuoco. La sua pronta reazione, nonostante le ferite mortali subite, consentiva la cattura dei responsabili, il sequestro di numerose armi ed il recupero dell’intera refurtiva. Nobile esempio di non comune ardimento ed altissimo senso del dovere spinti fino all’estremo sacrificio».