Larve di Anisakis in pesce che si consuma di solito crudo. Allarme in tutta Italia

Ancora un allerta per pesce pescato all’estero e commercializzato in Italia, questa volta si tratta dello “Sgombro dei Paesi Bassi”, in un lotto di prodotto sono stati trovati vivi dei parassiti che, se ingeriti, possono persino mettere a rischio la vita. Ecco come stanno le cose.

Il Sistema rapido di allerta europeo per alimenti (RASFF), giorno 13 aprile, ha diramato una black list di prodotti alimentari provenienti dall’estero che non rispettano i nostri standard inviandola al Ministero della salute italiano. Tutta colpa di una partita di sgombri refrigerati (Scomber scombrus) infestati da larve vive di parassiti Anisakis (massiccia presenza), provenienti dai Paesi Bassi, scoperti dai controlli effettuati dal dipartimento di sanità pubblica e sicurezza alimentare nazionale, finiti nelle rivendite in tutta Italia. L’anisakis è un verme parassita del pesce crudo che è capace di annidarsi nelle pareti dello stomaco e che può essere ingerito semplicemente mangiando del pesce crudo o, comunque, poco cotto, marinato o in salamoia. Il nome scientifico della malattia provocata dall’anisakis è l’anisakidosi, la quale è diffusa soprattutto nelle zone del mondo in cui si consuma maggiormente il pesce crudo: ad esempio, in Giappone, ma anche in Europa e USA da quando è impazzata la passione per il sushi, che può essere anche causa della sindrome sgombroide. Questo parassita è visibile a occhio nudo: si tratta, infatti, di vermi lunghi e somiglianti a capelli bianchi. I sintomi dell’anisakidosi includono dolori addominali, diarrea, sangue e muco nelle feci, nausea, vomito, meteorismo, distensione addominale e febbre. Nei casi più gravi, possono, poi, verificarsi forti mal di pancia, ostruzione dell’intestino tenue e perforazioni intestinali e dello stomaco. La sintomatologia può fare la propria comparsa da un’ora a due settimane dall’ingestione delle larve in questione presenti nel pesce crudo e, solo raramente, queste vengono espulse con il vomito. Lo “Sportello dei diritti” presieduto da Giovanni D’Agata, nel segnalare questo ennesimo problema alimentare, ricorda: “Di fondamentale importanza è la prevenzione e attuare delle precauzioni per il consumo di pesce crudo. È opportuno evitare di consumare pesce crudo o poco cotto: la cottura del pesce deve avvenire almeno a una temperatura di 63 °C per poter uccidere eventuali parassiti; mentre, il congelamento dovrebbe avvenire almeno a meno 18 °C per 24 ore: sia le alte che le basse temperature sono nemiche di questo verme. La segnalazione diffusa dal Sistema rapido di allerta europeo, classificata come decisione di rischio grave, è stata inviata dal Ministero della salute italiano ma non pubblicata sul sito del nuovo portale dedicato alle allerte alimentari”.