Mazzata rifiuti le novità dalla Regione.

Mazzata rifiuti gli obiettivi della nuova legge

Il 28 dicembre il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato definitivamente la Legge regionale che governerà nei prossimi anni la gestione del ciclo dei rifiuti. L’obiettivo dichiarato della norma è portare il Piemonte in linea con le prescrizioni europee. Ciò significa ridurre la produzione di rifiuti a 455 kg per abitante, di cui non più di 159 kg indifferenziati. In sostanza si aumenterà la raccolta differenziata al 65% sperando di riciclare almeno il 55% del materiale raccolto. Questo azzerando i rifiuti urbani biodegradabili destinati alle discariche. Quindi sarà premiato chi produce meno rifiuti e differenzia di più, mentre chi inquina di più pagherà di più. Il tutto entro il 2020: due anni per rivoluzionare il sistema.

La raccolta differenziata oggi

Oggi di fatto il tasso di raccolta differenziata è puramente nominale in quanto la maggior parte del materiale raccolto non è riutilizzabile, perché non ben differenziato dai cittadini e il tasso di riciclo del materiale è molto basso. In sostanza anche buona parte del materiale raccolto con la differenziata è destinato all’inceneritore o alla discarica. La legge è chiaramente ispirata all’economia circolare e punta alla costruzione di un sistema virtuoso in cui la produzione e il consumo siano organizzati in modo che i rifiuti di uno diventino risorse per l’altro. In prospettiva la legge pianifica a medio termine la chiusura di tutte le discariche, che l’Unione Europea vede come il fumo negli occhi, tarando la produzione dei rifiuti indifferenziati regionali su misura per la capacità di smaltimento dell’inceneritore di Torino.

Il nuovo sistema

La nuova pianificazione prevede anche la fusione degli attuali 21 consorzi di bacino in 9 nuovi consorzi di area vasta (sostanzialmente le otto province più la Città di Torino) e attribuisce ai sindaci il compito di provvedere alle funzioni inerenti la prevenzione della produzione dei rifiuti urbani, la raccolta differenziata e il trasporto. I singoli consorzi di area vasta suddivideranno il proprio territorio di riferimento in aree territoriali omogenee per lo svolgimento dei servizi.

I costi

Il primo effetto sarà, però, la moltiplicazione per tre entro il 2019 della tassa sul conferimento in discarica dei rifiuti: tassa che sarà spalmata sui cittadini. Sul nostro territorio, dipendente dallo smaltimento dei rifiuti in discarica, l’impatto sarà notevole. Facile immaginare che anche i commercianti e le imprese avranno un brusco risveglio quando arriveranno le bollette della TARI. La tassa sarà incassata direttamente dalla Regione, e non dai consorzi.

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Vuoti a rendere

L’Aula ha anche approvato la mozione presentata da Giorgio Bertola del M5S per promuovere la pianificazione su scala regionale del “vuoto a rendere”. L’approvazione della legge deve necessariamente far partire il dibattito sulla raccolta differenziata a Vercelli. Un sistema come quello attualmente in uso sulla carta segna un’ottima percentuale di raccolta differenziata, ma genera una ingente quantità di rifiuti non riciclabili da smaltire in discarica per la scarsa qualità della stessa. Le discariche pesano bene i rifiuti che ricevono e applicheranno la tariffa triplicata. Potrebbe così accadere di avere sulla carta ottime percentuali di differenziata, ma una tariffa che schizza alle stelle. Non solo, in provincia ci sono comuni che segnano un’ottima percentuale di raccolta differenziata, ma altri non sono così brillanti e sarà importante premiare chi differenzia meglio per incentivare gli altri a migliorare.

Come evitare la “mazzata”

L’unico modo per non gravare sulle spalle dei cittadini sarà quello di fare sparire i cassonetti stradali e “pesare” in senso reale i rifiuti prodotti da ogni famiglia, per far si che la tariffa di smaltimento sia reale ed effettivamente rapportata alla produzione. Così deve essere anche per le imprese.

Il calcolo attuale

Non ha alcun senso il sistema attuale che si basa sui metri quadrati delle abitazioni, per cui un anziano che vive da solo in una casa di 120 metri quadrati paga di più che sei persone che vivono in 60 metri, ma producono naturalmente più rifiuti. Per non parlare del sistema in uso per gli esercizi commerciali che definire penalizzante per chi produce pochi rifiuti è eufemistico. Su questa partita ATENA – IREN deve essere decisiva, proponendo finalmente al Comune un sistema di raccolta differenziata serio, che preveda la pesatura dei rifiuti prodotti. In caso contrario la TARI diventerà per ogni famiglia un balzello gravoso.

 

Fabrizio Finocchi