Liste di attesa troppo lunghe per gli utenti Asl di Vercelli. Sul caso interviene il deputato leghista Paolo Tiramani.

Liste di attesa e problemi

Negli ultimi tempi sono state diverse le problematiche che hanno toccato l’Asl di Vercelli. Prima il concorso per OSS, fortunatamente risolto, quindi quello per dirigente psicologo, ancora in sospeso, e infine la recente «invasione» di primari provenienti dall’ospedale di Novara, tra i quali quello di Anestesia e Rianimazione sui cui pende il ricorso del medico vercellese Marzio Grigolon. Nell’ultima settimana è esploso il caso dei quattro medici radiologi che hanno chiesto il trasferimento a Novara con la conseguente sospensione temporanea delle attività radiologiche nelle sedi di Santhià e Gattinara. Sebbene l’Asl abbia bollato quest’ultimo fatto come «criticità trasformata in opportunità», la situazione è allarmante e, se non bastasse, nelle ultime ore è arrivata pure la segnalazione del deputato leghista Paolo Tiramani sulle liste di attesa per visite specialistiche ed esami nelle strutture che fanno capo alla stessa Asl.

Tiramani: «Politiche sanitarie recessive»

Sul fronte delle liste di attesa l’attacco di Tiramani è frontale: «Troviamo incredibile che da diversi anni gli utenti dell’Asl Vercelli stiano pagando politiche sanitarie recessive e con impatto negativo sulla salute dei pazienti. Dopo numerosi giudizi negativi e critiche da parte dei Sindaci del territorio vercellese sull’operato della direzione Asl Vercelli, dopo che ai pazienti vengono presentate liste di attesa incredibili per ricevere prestazioni diagnostiche, siamo costretti a leggere sui giornali le sconcertanti dichiarazioni dell’assessore regionale Saitta secondo il quale “le scelte che hanno portato alla nomina dei direttori sono state effettuate solo sulla base delle competenze e sono state indipendenti da ogni valutazione di tipo politico”. Evidentemente l’insoddisfazione dell’utenza sanitaria, le liste di attesa non gestite, le problematiche politiche di assunzione del personale, l’insoddisfazione di tantissimi Sindaci del territorio, non sono rilevanti per il PD e per l’assessore regionale».

«Intervenga il sindaco»

Paolo Tiramani aggiunge: «Chiediamo innanzitutto al Sindaco di Vercelli Maura Forte se veramente ha a cuore la salute dei cittadini vercellesi, dal momento che a nostro avviso o la situazione le è ignota oppure le è sfuggita di mano. Deve impegnarsi a riattivare immediatamente il tavolo Sanità da lei troppo precocemente chiuso dopo solo tre incontri. Inoltre chiederemo, per mezzo di un atto di sindacato ispettivo protocollato dal nostro capogruppo in consiglio comunale a Vercelli Alessanro Stecco, che il Sindaco convochi la direzione generale dell’ASL per avere chiarimenti e in seguito risponda per iscritto su cosa intende fare e come intenda muoversi per tutelare il diritto alla salute dei vercellesi».

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«Non è possibile che dopo tre anni di chiacchiere, dopo che il PD ha praticato drastici tagli in ogni settore, il cittadino vercellese, oltre ad aver perso molti servizi, non possa accedere nei tempi previsti a molte delle prestazioni sanitarie sotto osservazione per legge» sottolinea ancora il neodeputato vercellese.

Le attese

I dati riportati da Paolo Tiramanti evidenziano come nell’Asl di Vercelli, per una visita pneumologica o neurologica, l’attesa sia mediamente pari ad 80 giorni; per una visita endocrinologica 2 mesi a Vercelli e 3 mesi in Valsesia, per una visita oculistica quasi 3 mesi a Borgosesia e anche oltre a Varallo.

«Ciò che preoccupa maggiormente sono però i tempi per gli accertamenti che servono a formulare le diagnosi per poter ricevere le giuste cure o per controllare l’andamento delle stesse. Ebbene questi esami, molti di ambito radiologico, vedono tempi di attesa inaccettabili: pensiamo alle TAC per cui necessita attendere quasi 4 mesi, a esami mammografici per cui ci vogliono dai 5 ai 9 mesi, alle ecografie tra i 2 e i 4 mesi o alle risonanze magnetiche circa 3 mesi. Tutto questo oltrepassa di gran lunga i limiti richiesti che prevedono tempistiche ben diverse quantificate in 30 giorni per le visite e al massimo 60 giorni per le prestazioni diagnostiche».

Il futuro

«Ci auguriamo – conclude Tiramani – che il tema venga preso in seria considerazione almeno dal futuro Sindaco di Vercelli e dalla prossima Giunta Regionale, perchè dopo 4 anni di governo sanitario regionale de PD i risultati ottenuti sono inesorabilmente catastrofici e danneggiano i cittadini specialmente quelli appartenenti alle classi sociali più deboli che non hanno le disponibilità economiche per accedere a strutture sanitarie private per farsi curare. Ci batteremo fino in fondo per proteggere e difendere la nostra gente e il nostro territorio da questo scempio».