Festa della Liberazione 2018: video e gallery. Buona partecipazione alle cerimonie per ricordare i martiri della Libertà.

Festa della Liberazione 2018: video e gallery

I partigiani viventi sono sempre di meno, per la celebrazione del 25 aprile 2018 a Vercelli c’erano Olga De Bianchi e Renato Giara che hanno vissuto la lotta al nazifascismo. L’esigenza di celebrare il ricordo di chi morì per la libertà è stato poi sottolineato da tutti gli oratori.

Il motivo non è solo la riconoscenza verso chi ci ha regalato oltre 70 anni di pace ma è evitare che quest’Europa che vede sempre più riaffermarsi vecchie divisioni e ideologie xenofobe, possa tornare indietro. Questo perché nulla al mondo è regalato, meno che mai la Libertà. Questo il senso profondo della giornata.

Il corteo per le vie cittadine

Dopo la messa in Sant’Andrea il corteo, guidato dalla Banda musicale di Villata, ha attraversato tutto viale Garibaldi per poi confluire in via Giovane Italia e in piazza Battisti, per la tradizionale deposizione di corone. Ottima la partecipazione di pubblico, tanti giovani e rappresentanze di associazioni.

In coda al corteo il gruppo del “Mattone Rosso” che non ha preso parte alla cerimonia di piazza Battisti andando direttamente in piazza Camana, dove si sono poi tenuti i discorsi delle autorità e l’orazione ufficiale.

Il saluto del Sindaco di Vercelli

Nel suo saluto il Sindaco di Vercelli Maura Forte ha proprio ricordato che “stanno scomparendo i protagonisti, le loro  testimonianze dirette contano davvero molto”.

Sul dovere della memoria: “Non si apprezza fino in fondo il valore della libertà perché ci siamo immersi e il tempo tende a smussare. Per questo l’Anpi e l’Istituto per la Storia della Resistenza sono così fondamentali per mantenere la memoria attiva… …dobbiamo badare molto alla dignità delle persone, senza cui non c’è libertà e anche la dignità della politica che deve dare l’esempio”.

L’intervento del Presidente della Provincia

Il presidente della Provincia Carlo Riva Vercellotti ha detto: “Il Paese ha un debito inestinguibile con i ragazzi che hanno dato la vita per la libertà, ma pure un debito di gratitudine a chi, in silenzio, diede il suo contributo tanti anche qui da noi”.

Riva ha anche sottolineato che oggi la democrazia non è così scontata. Infatti: “Siamo sicuri che l’art. 3 della Costituzione (tutti i cittadini sono uguali ndr) resti sempre scolpito nella mente decisori? Ci sono troppe discriminazioni, non tutti i cittadini sono tutelati allo stesso modo, il nostro territorio è discriminato, marginalizzato…”

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Le parole del Prefetto

Il Prefetto Michele Tortora ha aperto il suo discorso con un pensiero per il Presidente emerito Giorgio Napolitano, operato d’urgenza. L’intervento ha ricalcato quelli precedenti con in più il ricordo dei militari “lasciati senza ordini, in balia di se stessi dopo l’8 settembre 1943”. L’opposizione ai nazisti a Roma Porta San Paolo e il sacrificio di Cefalonia.

L’orazione di Giorgio Gaietta

Gli interventi sono stati moderati dalla presidente Anpi della Provincia di Vercelli Sara Rocutto. Infine l’orazione di Giorgio Gaietta, presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza, il quale ha ricordato la reazione della popolazione all’8 settembre al fatto che i militari italiani sbandati come pure i primi partigiani erano diventati improvvisamente “nemici in casa propria”, ricordando dunque anche i militari alleati nella stessa condizione di nemici da ostacolare “Ma la popolazione non li volle tradire”.

La Resistenza ha poi detto: “deve essere vista in un orizzonte nazionale. Fu una delle più importanti a livello europeo”. E ha scelto proprio l’Europa che “deve riprendere il suo cammino verso l’unità nonostante l’emergere di vecchi nazionalismi”. Il “ritorno al passato”, dunque, è dietro l’angolo. Del resto a parlare di “rischio guerra civile europea” è stato recentemente il Presidente Francese.

La Libertà non è scontata

Nulla è dunque scontato e la ruota della storia sta girando, oggi come non mai, verso esiti imprevedibili. Dobbiamo essere pronti, in scenari si spera meno drammatici, a fare la stessa scelta dei partigiani di 75 anni fa, scegliere la “parte giusta”, la causa della libertà e non quella della mortificazione di chi è diverso.

Nel pomeriggio di mercoledì 25 aprile commemorazione anche al Rione Cappuccini , ritrovo davanti alla “cooperativa” di via Lamporo alle ore 15 corteo al monumento dei caduti con deposizione di corona e commemorazione, a seguire letture a cura di Mario Ferrari dell’Anpi, infine trasferimento al monumento che ricorda i partigiani trucidati dai fascisti.