Alpini e Sanremo: L’opinione dell’Ana vercellese.

Alpini e Sanremo la battuta infelice di Baglioni

Quando si va davanti alle telecamere e ai taccuini degli inviati per la kermesse più seguita dagli italiani bisogna pesare bene le parole..

Il conduttore dell’edizione 2018: Claudio Baglioni non è stato così attento e durante la conferenza stampa “urbi et orbi” di apertura si è sentito in dovere di rimarcare il livello del suo festival con un’analogia infelice: “Non sarà un raduno degli alpini”.

Avrebbe forse dovuto dire “la sagra della salamella”… Invece, in seguito a questa dichiarazione, si è scatenata la polemica sui social e non solo.

Sdegno sui social e scuse

Il primo a bacchettare il cantautore è stato un assessore del Comune di Cuognè, Davide Pieruccini che gliele ha cantate. L’assessore ha ricordato allo show-man che gli Alpini non sono sinonimo di disorganizzazione. Lo ha fatto perché Cuorgnè è la patria del generale Giuseppe Domenico Perrucchetti, ovvero colui che è considerato il “papà” del Corpo Alpino.

In seguito al putiferio e conscio della gaffe Baglioni ha chiesto scusa al Corpo, nella conferenza stampa del 7 febbraio. Occasione in cui ha cantando anche “Sul cappello che noi portiamo”.

L’episodio mediatico ci offre l’opportunità di ricordare chi sono gli Alpini e come si muovono.

Vercelli, tra l’altro, ha due buoni motivi per accettare le scuse di Baglioni, è la patria del Beato don Secondo Pollo e in autunno ospiterà il raduno di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.

E’ più difficile organizzare un Raduno che il Festival

Ma ecco cosa dice il presidente del gruppo Ana di Vercelli Piero Medri.

“Se Baglioni ha chiesto scusa ha fatto bene… Io vorrei ricordare che organizzare un raduno Alpino, non solo il nazionale, ma pure uno più modesto come quello che stiamo preparando per il 12,13 e 14 ottobre a Vercelli, è più difficile che organizzare un Festival di Sanremo. E’ tradizione dell’Associazione Nazionale Alpini mantenere la stessa efficienza e organizzazione  “militare” del Corpo in servizio effettivo. Inoltre non è solo la capacità organizzativa, che si esplica ancor più nelle emergenze in cui siamo chiamati ad agire, ma sono i valori che rappresentiamo che contano”.

“Comunque se può essere utile ricordo che ai raduni nazionali arrivano anche fino a 500.000 persone e il budget è notevole, tanto che alla sezione e alla città che li organizza si affianca un Comitato nazionale e diversi sponsor che sostengono le spese. Paradossalmente un raduno di portata inferiore, come quello di Vercelli, è ancor più complicato.

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Lo è anche solo perché non c’è un Comitato che ci affianca. A livello economico supererà il costo di 100.000 euro e poi ci sono tutti gli aspetti burocratici che occorre affrontare, già solo l’installazione dei bagni chimici… tanto per dire. A Vercelli sono attese comunque 25-30.000 persone”.

L’impegno sociale dell’Associazione Alpini

“Un altro capitolo riguarda l’impegno sociale… In occasione del terremoto in centro Italia gli Alpini, a livello nazionale, hanno raccolto 3 milioni di euro per la realizzazione di cinque centri polifunzionali consegnati poi alle località colpite.

La nostra sezione vercellese, in più, ha portato un bel gruzzolo a Norcia e, successivamente altri fondi raccolti con il famoso “Presepe del Terremoto”, realizzato dagli allievi del Liceo Artistico Alciati nel 2016, in collaborazione con noi e con l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi. Fondi conferiti sempre a Norcia e ad Amatrice.

Il raduno nazionale devolve cifre sopra i 100.000 euro ad associazioni benefiche. Anche noi, nel nostro piccolo, l’abbiamo già fatto al teatro Civico per la Lilt. Inoltre sosteniamo progetti come le adozioni a distanza e altro faremo per il raduno di ottobre.

Spero di aver spiegato bene cosa sono gli Alpini. Non siamo solo persone a cui piace stare insieme in allegria, ma anche dei professionisti… anche se facciamo tutto per volontariato!”.